Le parole in sala stampa di coach Paolo Citrini dopo la sconfitta delle Dinamo Women contro le Panthers Roseto al Pala Serradimigni.
“Innanzitutto faccio i complimenti a Roseto e a coach Righi. Mi dispiaceva arrivare a una partita così decisiva proprio contro di loro. Hanno disputato una gara straordinaria, soprattutto al tiro da tre punti. Ero tremendamente preoccupato da Puisis: domenica scorsa aveva chiuso con 0/7 dall’arco e temevo una serata in cui per lei il canestro sarebbe diventato grande come una casa. Così è stato. Ogni volta che provavamo a rientrare, ci hanno respinto con una tripla. Le ragazze hanno provato fino alla fine, tentando una rimonta che sarebbe stata quasi impossibile. Non vedo grandi demeriti da parte nostra. Forse sul 21-14 in nostro favore abbiamo perso un po’ l’inerzia: nel secondo quarto siamo rientrate scariche e il parziale subito ci ha tagliato le gambe. Roseto ha giocatrici abituate a disputare partite importanti, e Caloro ha fatto una grande prestazione. Non mi sento di dire che la mia squadra non ci abbia provato: certe percentuali dall’arco ci hanno penalizzato pesantemente. Rimane l’amaro in bocca per un destino che nell’ultimo mese ci ha messo davanti a situazioni complicate, impedendoci di chiudere nel migliore dei modi una stagione che resta molto bella. All’inizio eravamo molto aggressive, con energia e voglia. Avevamo girato l’inerzia correndo e andando forte a rimbalzo. Roseto però ci ha tolto il tiro da tre punti, e in area abbiamo faticato ad attaccare in mezzo a tanti contatti. Come avevo detto alla vigilia, siamo una squadra giovane, con alcune ragazze meno abituate a giocare gare di questo peso. La ‘regina’ di queste partite purtroppo non era disponibile, Trozzola ha comunque dato tutto quello che aveva. Sono contento di tutte. Domani potremmo ritrovarci noni. È stato un campionato molto bello, ma lo sport è anche questo: bisogna accettarlo”.
Questo il commento di Ashley Egwoh: “Nel primo quarto ho accusato un po’ di tensione. Nonostante questo, ho sentito la fiducia delle compagne e dello staff, che hanno cercato di spronarmi. Sul finire del terzo quarto, quando sono rientrata, ho provato a dare il massimo e a fare tutto quello che potevo per aiutare la squadra”.












