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Dinamo Sassari | Molle e presuntuosa, la corsa salvezza non ammette leggerezza

Daryl Macon jr., Riccardo Visconti Banco di Sardegna Dinamo Sassari - Nutribullet Treviso Basket Legabasket LBA Serie A Unipol 2025-2026 Sassari, 29/03/2026 Foto L.Canu / Ciamillo-Castoria
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Perché un gigante mai, non molla mai // Ha il cuore grande, quello degli eroi // Semus prus de unu giogu“, tre frasi significative quelle estrapolate dall’inno della Dinamo Sassari che risuona all’ingresso sul parquet prima del riscaldamento in ogni partita casalinga del Banco. Parole dal significato importante che descrivono in maniera perfetta quello che deve essere lo spirito guida dei Giganti biancoblù chiamati a rappresentare non solo una città, ma una Regione intera. Ed è questo lo stesso spirito che ci si sarebbe aspettati nello scontro più importante del campionato, come affermato dallo stesso Mrsic a margine della debacle contro Treviso per 108 a 102. Quanto si è visto al PalaSerradimigni, però, è stato tutto l’opposto. Un gruppo di giocatori che nel momento decisivo della gara, a pochi passi dal traguardo, ha perso la bussola, la fame e la cattiveria agonistica che deve avere una squadra che lotta per salvarsi e mantenere la categoria.

Mentalità

Parole dure, alla pari della situazione che si trova ad affrontare la Dinamo all’indomani della cocente quanto dolorosa sconfitta contro l’ultima della classe Treviso. Un approccio sbagliato, a cui ha fatto seguito un secondo e un terzo quarto in cui si è vista una reazione che ha permesso ai biancoblù di toccare anche la doppia cifra di vantaggio. Infine l’ultimo e disastroso parziale. Dieci minuti in cui si è vista una squadra molle, convinta di aver già vinto la gara con largo anticipo. La concentrazione ha fatto spazio alla presunzione, quindi alle risatine e la spensieratezza tipica di chi non deve chiedere nulla al campionato e non di una squadra che deve preservare una preziosa Serie A. Mentalità e leggerezza che ha poi portato a una gestione individuale dei falli poco lucida, che ha costretto i lunghi biancoblù a guardare il momento topico del match dalla panchina. Un insieme di fattori che altro non ha fatto che dare consapevolezze a una Treviso che ha dimostrato una maggiore fame di salvezza, ha dimostrato di essere più concreta e maggiormente calata nella realtà in cui si trova. Si è chiesto alla piazza di restare unita e vicina alla Dinamo in un momento di difficoltà, ma nel frangente in cui è stato necessario ripagare questo atto di fede da parte dei tifosi, di una città e di un’Isola, il Banco si è sciolto come neve al sole, ha gettato i remi in barca cedendo il passo e riaccendendo le speranze salvezza di Treviso.

Tra scuse e futuro

Chiedo scusa ai tifosi. Serve cambiare faccia, con questo spirito è impensabile vincere qualsiasi gara da qui alla fine“, così Mrsic in sala stampa a margine del match. Come sempre, il tecnico biancoblù ci ha messo la faccia, si è scusato con i tifosi per il brutto spettacolo offerto al Palazzetto, facendo trasparire tutta la delusione e il rammarico per quanto prodotto dalla sua squadra. Un Mrsic non energico come al solito, scuro in volto, ma che ha comunque indicato la via da seguire, senza esimersi da critiche aperte nei confronti di alcuni suoi giocatori: “Prima di tutto dobbiamo pensare che la priorità c’è l’ha la maglia della Dinamo, poi tutto quello che c’è dietro. E noi ancora non lo abbiamo capito“. Passando anche per un ulteriore aspetto, menzionato da Mrsic, da non sottovalutare: “Quando si sono riavvicinati abbiamo perso lucidità. Non abbiamo avuto un giocatore in attacco che nei momenti finali abbia creato un tiro buono, forse anche per paura di perdere“. Il punto di domanda più grande ora è questo: riuscirà la Dinamo a reggere la pressione in queste ultime delicatissime gare? La squadra ha la capacità e la personalità adatta per affrontare la corsa salvezza? Se la vera Dinamo, quella che nella gara più importante del campionato, anziché lottare come si sgretola, viene difficile restare positivi. Qualora invece si dovesse rivedere quel gruppo capace di battere Brescia o di stendere Cremona, allora c’è speranza. Intanto quella di oggi è stata una giornata di riposo per la squadra, ma di riflessioni e confronti ai piani alti di via Coradduzza, al centro del tavolo delle discussioni c’è il futuro della Dinamo, un futuro da preservare perché la Serie A è un patrimonio da difendere con le unghie e con i denti.

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