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Cremonese, Giampaolo: “Cagliari? Non so se sarà fondamentale, ma non si può sbagliare”

Marco Giampaolo, allenatore Cremonese
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Alla vigilia della sfida in programma contro il Cagliari sabato 11 aprile alla Unipol Domus alle ore 15.00, il tecnico della Cremonese Marco Giampaolo ha presentato lo scontro diretto che i grigiorossi affronteranno in Sardegna. Di seguito le sue dichiarazioni.

Sulla gara

“L’approccio alla gara va messo sempre in discussione, così come il livello di attenzione, a prescindere dal fatto che si subisca gol o meno. Nel calcio ci sono regole non scritte che valgono sempre: l’avversario dev’essere più bravo di te per vincere una partita, bisogna saper annullare i gap con altri mezzi. Ripeto che dobbiamo pensare una partita alla volta. Domani siamo concentrati sul Cagliari, sapendo che è una partita molto importante, che ci misurerà, e tutte le energie devono essere orientate solo alla partita. Troveremo una squadra reduce da una settimana di ritiro, che sarà sostenuta dal pubblico e che in casa ha costruito parte del suo campionato. Per questo servirà una partita a tutto tondo da parte nostra”.

Su Palestra

“Come arginare Palestra? In Serie A può succedere di vivere momenti più positivi e altri meno, è successo anche alla Cremonese e dipende da tanti fattori. Alla fine anche un solo punto può fare la differenza e lo si va a cercare da diverse parti, ripercorrendo le partite giocate e pensando a cosa sarebbe stato con un risultato diverso. Palestra è un giocatore forte, esuberante e leggero. Se riuscirà a mantenere questo livello potrà essere un pilastro futuro della nazionale, dato che ne fa già parte”.

Tensione

“La tensione è nemica della prestazione, si è consapevoli di essere in una posizione di classifica particolare, ma giocare con paura non risolve alcun problema e questo concetto vale per qualunque squadra. Quando non sei sereno la palla e la testa sono pesanti, invece le partite bisogna giocarle: è un viaggio introspettivo, che parte dalla prestazione individuale e ti fa dire “gioco la partita”. Punto”.

Difficoltà

“Ovviamente la squadra non ha la stessa condizione psicologica di quattro mesi fa. Oggi gioca sapendo che ogni partita è uno spartiacque, è difficile. Non so se quella di domani è una partita fondamentale, ma so che ci misurerà e ci dirà chi siamo sotto tutti i punti di vista: tecnico, tattico, caratteriale, fisico, mentale… Di questo siamo consapevoli, ma ciò non toglie che oggi abbiamo diverse possibilità e quindi dobbiamo sapere che ci sono le condizioni per arrivare all’obiettivo un pezzettino alla volta. Mancano sette partite, i margini di errore sono pochi”.

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