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Cagliari, Pusceddu: “Dopo cessione di Luperto iniziata la debacle, non si è pensato a rinforzare la squadra”

Vittorio Pusceddu, commissario tecnico Natzionale Sarda
Vittorio Pusceddu, commissario tecnico della Natzionale Sarda
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Vittorio Pusceddu, ex giocatore del Cagliari e allenatore della Natzionale sarda, è stato ospite ai nostri microfoni di Buongiorno 131 per parlare del periodo attuale del campionato dei rossoblù di Fabio Pisacane. Di seguito alcune sue dichiarazioni.

Sugli ultimi mesi del Cagliari
“Al di là delle sconfitte, il problema è che il Cagliari sta perdendo soprattutto nel secondo tempo, non combattendo, senza rabbia e la cattiveria agonistica di una squadra che stava bene fino a poche settimane fa. A Sassuolo ho visto un buon primo tempo e un secondo tempo disastroso. La forma fisica non è delle migliori, sabato contro la Cremonese sarà fondamentale per la salvezza. È una squadra che dà del filo da torcere a tutti, sta combattendo. Ha fatto un buon girone d’andata, poi si è inceppata ma ora è a soli tre punti dal Cagliari”.

Sul ritiro in vista della Cremonese
“Ci si aggrappa un po’ a tutto, il gruppo è andato in difficoltà e forse si sta cercando di ricompattare tutto quello che di buono si era visto in precedenza. Non fa piacere stare lontano dalle proprie famiglie e vita personale, ma credo che possa servire. Ho visto troppi social, interviste e parole spese: il campionato dura 38 partite e bisogna giocarle tutte. Mancano 7 partite, dopo la Cremonese ci saranno squadre molto forti. Poi ci saranno anche Torino e Udinese: anche lì ci si giocherà la Serie A”.

Ipotesi del calo
“Secondo me si pensava di essere già salvi, ma non è così. Il campionato di Serie A è molto difficile, il Cagliari dovrebbe essere abituata a combattere come le altre squadre ma forse non è così. Poi ci sono le colpe della società e dello staff tecnico. Problemi in attacco? Ci sono scelte che non riesco a condividere, in alcune partite bisognerebbe di ridurre al minimo i problemi che potrebbe creare l’altra squadra, invece cambiando modulo si creano problematiche solo alla sé stessi. Ci sono stati anche parecchi infortuni, alcuni molto seri. Non possiamo pretendere che Palestra riesca a risolvere tutte le partite: non ha il gol nel dna, bisogna affidarsi ad altri giocatori, come Esposito. Lui è troppo dietro, fa più fatica in quella posizione a vedere la porta. In queste ultime partite andranno aggiustate tante cose”.

Ruolo dell’allenatore
“L’allenatore può spronare i giocatori, ma vanno questi ultimi in campo. Con Belotti sarebbe stato forse diverso, sarebbero cresciuti di più Esposito e Kilicsoy. Non abbiamo un leader in campo, nemmeno un regista nonostante Gaetano: questo si fa sentire. È stato venduto Luperto per 5 milioni di euro, ma poi è iniziata la debacle del Cagliari: con lui avremmo avuto qualche punto in più. Si è pensato più ai soldi che a rinforzare la squadra”.

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