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Cagliari, da lupo ad agnello: anche Ranieri sbatte contro il mal di trasferta rossoblù

Claudio Ranieri durante Cagliari-Spal | Foto Luigi Canu
Claudio Ranieri durante Cagliari-Spal | Foto Luigi Canu
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Casa dolce casa da una parte, trasferte amare dall’altra. La sconfitta del Cagliari contro il Modena al Braglia ha confermato i problemi della squadra rossoblù lontano dalla Sardegna, dettaglio non da poco per chi ha ambizioni di promozione che sia attraverso i playoff o, a maggior ragione, diretta. Non è servito nemmeno l’arrivo di Claudio Ranieri a invertire il trend e dopo il pareggio di Cittadella è arrivato lo stop in Emilia a certificare un problema ormai datato.

Benevento e ritorno

Un girone, questa la distanza dall’ultima vittoria del Cagliari fuori casa. E anche l’unica, perché i rossoblù sono tornati in Sardegna soltanto in un’occasione con il bottino pieno, proprio contro quel Benevento che sarà il prossimo avversario alla Unipol Domus sabato 11 febbraio alle ore 14. Nelle restanti 10 gare giocate lontano dal proprio stadio Pavoletti e compagni hanno raccolto 5 pareggi e 5 sconfitte, un ruolino che li vede al penultimo posto nella speciale classifica davanti al solo Cosenza. Otto punti contro i sei dei calabresi, ma soprattutto contro i 22 di Frosinone, Bari e Genoa, i 20 del Sudtirol e i 19 della Reggina, un distacco che ha tracciato il solco nella graduatoria generale e che evidenzia il vero problema di fondo del Cagliari. Non basta quanto fatto davanti al proprio pubblico, con quel secondo posto frutto di 24 punti in 12 gare, con due sole sconfitte – quelle consecutive contro Venezia e Bari – tre pareggi e sette vittorie. Una difficoltà che era stata ben spiegata da Ranieri prima della sfida contro il Cittadella, quando il tecnico romano stilò la propria personale tabella evidenziando i dati fuori casa come fattore da modificare per poter sognare in grande. “Serve cambiare registro in trasferta, per stare nei primi due posti dobbiamo arrivare sui 67-69 punti. Dobbiamo fare circa 2,2 punti a partita, e al momento fuori casa non abbiamo questa media”, queste le sue parole alla vigilia del pareggio in terra veneta. Le due successive sfide fuori dalla Sardegna hanno regalato un solo punto, mettendo nuovamente a nudo i problemi di una squadra dall’opposto rendimento tra casa e trasferta. Un Cagliari lupo pronto ad azzannare la preda davanti ai propri tifosi, ma agnello sacrificale quando fuori dall’Isola.

Sterilità

La sconfitta contro il Modena, restando ai primi 45 minuti prima dell’espulsione di Rog che ha cambiato la gara, ha mostrato un Cagliari Mister Hyde, la peggiore versione di se stesso. Una prima volta per Ranieri che sembrava aver cambiato la mentalità della sua squadra, inevitabilmente ricaduta nelle stesse mancanze antecedenti al suo arrivo. Un dato su tutti, oltre quello dei punti, spiega i problemi del Cagliari lontano da casa. Se da una parte, infatti, le 13 reti subite in trasferta sono in linea con le migliori squadre della cadetteria, le sole 9 segnate mettono i rossoblù al penultimo posto, ancora una volta secondi in negativo al solo Cosenza con 5. La sfida contro i gialloblù ha di fatto mostrato le difficoltà del reparto offensivo, non tanto come individualità quanto come gestione collettiva. Questione di mentalità, tra i duelli spesso persi a metà campo e l’incapacità di accompagnare l’azione con più uomini come avviene al contrario alla Unipol Domus. Nelle battaglie esterne tipiche della Serie B il Cagliari esce spesso sconfitto, senza compensare con la tecnica a un deficit fisico ormai noto. I giocatori di maggior spessore mancano nel momento del bisogno, i cambi non appaiono all’altezza, gli assenti non trovano nei sostituti delle alternative dello stesso livello. Per Ranieri arriva dunque l’ennesima sfida nella sfida, quella di trasformare la squadra anche fuori dalla Sardegna. Dopo la partita contro il Benevento arriveranno le due trasferte consecutive di Venezia e Bari, all’andata chiave di volta in negativo dell’era Liverani e ora occasione per invertire la rotta. Il Cagliari dovrà capire nelle prossime tre gare cosa vorrà fare da grande, se provare a restare attaccato al treno playoff per potersi giocare tutto dopo la stagione regolare oppure se cercare la scalata verso la promozione diretta. Un obiettivo che passa inevitabilmente dalla fortezza Unipol Domus, ma anche se non soprattutto da un salto di qualità in trasferta.

Matteo Zizola

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