Dopo aver festeggiato la vittoria del campionato di Promozione e il ritorno in Eccellenza a distanza di un solo anno dalla retrocessione, con ben cinque giornate d’anticipo, l’Alghero Calcio guarda già avanti. Tra i protagonisti di una stagione dominata dall’inizio alla fine c’è Felipe Roccuzzo, leader dentro e fuori dal campo, che ai nostri microfoni ha raccontato i segreti di un’annata straordinaria vissuta dai giallorossi, il valore del gruppo costruito attorno a mister Giorico e le ambizioni del club in vista della prossima stagione, senza dimenticare il tanto atteso ritorno al Mariotti in vista della prossima annata. Di seguito le sue dichiarazioni.
Partivate sicuramente tra le squadre favorite a inizio stagione, ma forse nessuno si aspettava una superiorità così netta: dopo 29 giornate siete ancora imbattuti, con 17 punti di vantaggio sulla seconda e la concreta possibilità di conquistare il titolo con ben cinque turni d’anticipo. Numeri che raccontano un dominio quasi assoluto. Secondo te qual è stato il vero segreto di questa stagione straordinaria? Dove ha fatto la differenza questa squadra rispetto alle altre?
“La cosa principale è stata la preparazione, abbiamo iniziato prima di tutti il 4 agosto, facendo per due settimane doppie sessioni di allenamento e disputando amichevoli pre campionato con squadre di categorie superiori vincendone alcune, perdendo solo contro la Torres. Da questo ci siamo resi conto del valore del gruppo che può contare anche su un leader come il mister Giorico e di una società sempre presente che non ci ha fatto mai mancare nulla: è un insieme di elementi che quando funzionano bene ti permettono di arrivare a questi risultati”.
Alla tua prima stagione in maglia giallorossa in molti ti considerano già uno dei punti di riferimento dello spogliatoio, un leader dentro e fuori dal campo. Anche la società ha dimostrato grande fiducia nei tuoi confronti proponendoti un contratto biennale. Tu personalmente ti senti già un leader di questo gruppo? Vivi con serenità o pressione questa responsabilità e questo ruolo? Che tipo di contributo pensi di aver portato alla squadra, sia dal punto di vista tecnico che umano?
“Sono arrivato qui con umiltà, portando esperienza considerata la mia età, cercando di fare del mio meglio per la squadra e per la società per onorare l’investimento fatto su di me. Questo è il mio quinto anno in Sardegna, ho fatto tanti campionati di Eccellenza, ho vinto la promozione con la maglia del Tempio quindi questi traguardi poi ti portano a diffondere all’interno dello spogliatoio una mentalità vincente”.
Guardando al tuo percorso personale, in cosa senti di essere cresciuto di più in questa stagione rispetto alle precedenti? C’è qualche aspetto del tuo gioco o della tua mentalità in cui pensi di aver fatto un salto di qualità?
“Giocare da tanti anni in Sardegna disputando gare importanti come playoff di Eccellenza ti permette di giocare con tranquillità e serenità e trasmetterla ai compagni, soprattutto ai più giovani”.
Sei anche un conoscitore del campionato di Eccellenza, soprattutto per il tuo passato con la maglia del Tempio, con cui hai raggiunto anche una finale playoff. Proprio per questo ti chiedo: a cosa può ambire l’Alghero nella prossima stagione nel massimo campionato regionale? Può essere una squadra in grado di recitare subito un ruolo da protagonista?
“Credo che l’Alghero possa fare bene per una serie di motivi: innanzitutto per la presenza del mister, uno dei migliori e più vincenti in sull’Isola, poi per l’organizzazione e la preparazione della società. Personalmente mi sono sempre trovato bene con il presidente e i dirigenti, hanno dimostrato grande professionalità. Inoltre è una dirigenza che può contare su un settore giovanile importante e lo si vede dal valore dei giovani. Sugli obiettivi credo che il mister e la società dovranno parlare per capire a cosa puntare, ma i presupposti sono molto buoni: possiamo fare bene fin da subito”.
In chiusura non posso chiederti una battuta su un tema molto discusso, già affrontato anche da noi nelle precedenti interviste con mister Giorico e Diego Barboza, ovvero quello del ritorno al Mariotti: il sindaco e con lui tutta l’amministrazione ha reso finalmente noto l’inizio dei lavori nell’impianto che secondo le stime sarà pronto per la fine dell’estate. A questo proposito, anche per tutto quello che ci siamo appena detti sulla prossima stagione, ti chiedo che valore e che stimoli può dare tornare a giocare in uno stadio storico in una stagione impegnativa come la prossima?
“Tornare al Mariotti sarebbe importantissimo per noi e per la città. È uno stadio glorioso, importante per la storia di questa società. Considerando la sua grandezza può condizionare gli avversari e giocarci può essere un fattore positivo per noi: garantirà di avere maggiore sostegno da parte della nostra tifoseria, grazie a questo saremo in grado di vincere più partite e fare un grande campionato”.














