“Il pareggio di Perugia è il simbolo della nostra stagione”, oppure “Guardiamo il bicchiere mezzo pieno, negli scontri diretti il pareggio è meglio di una sconfitta”. Parole, rispettivamente, del tecnico della Torres Alfonso Greco e del portiere dei rossoblù Andrea Zaccagno, a margine della sfida terminata per 1-1 sul campo del Perugia. Due frasi semplici, ma anche due verità che disegnano perfettamente quello che è il momento, ma allo stesso tempo il ragionamento in queste ultime quattro partite da disputare della Torres fino al termine della stagione.
Pragmatismo
La domanda è, cosa rimane da questo pareggio? Rimane il -1 dalla zona salvezza diretta, ma anche un punto in più di vantaggio sul Pontedera, distante 13 lunghezze con due gare in meno rispetto ai sassaresi. Un distacco importante quello dai toscani. Infatti, dovesse finire oggi il campionato, la Torres sarebbe salva, in virtù degli 8 punti di divario necessari tra 16° e 19° che consentirebbero a Mastinu e compagni di rimanere in Serie C senza dover passare dai playout. Sotto l’aspetto della prestazione, rimangono invece diversi segnali positivi. A partire dalla prestazione di Zaccagno che, se ce ne fosse stato bisogno, con i due super interventi prima su Montevago e poi su Megelaitis, ha definitivamente derubricato l’errore di Forlì. Passando per la prova di Sorrentino, autore di una prestazione matura, fatta di sacrificio e quel cinismo che gli ha permesso di pareggiare i conti nella ripresa. Per arrivare a capitan Mastinu, a cui è stata concessa tanta libertà che gli ha permesso di trovare la luce nella manovra dei sassaresi. Qualità per il 10 rossoblù, ma anche leadership. In termini di sacrificio, con la tanta applicazione nel pressare il possesso umbro o nell’andare a combattere sulle tante palle sporche della gara, ma anche sotto l’aspetto dell’atteggiamento, nel suonare la carica quando la soglia dell’attenzione si stava abbassando (come accaduto con Zambataro verso lo scadere del secondo tempo, quando stava per ripetere l’errore pagato a caro prezzo contro il Ravenna). Per concludere con la prova di Baldi, autore di una gara fatta di solidità , attenzione e tanta praticità . Ed è proprio la parola praticità che racchiude in toto il tipo di gara disputata dalla Torres ed è quest’ultimo aspetto quanto di più importante rimane dopo la sfida del Renato Curi, tra fatti concreti in campo e parole a caldo nell’analisi del match.
Dare e avere
Allo stesso tempo, se ci sono tanti spunti positivi, ci sono sempre i soliti errori che rischiano di condizionare la gara e che vanno messi in conto. L’errore di un Luciani in grande difficoltà – spesso fuori dal gioco e lontano dalla porta – che ha portato al gol di Bolsius o il pallone sanguinoso perso da Giorico che ha costretto il numero 12 di Greco al miracolo su Megelaitis. Una Torres che nella propria corsa salvezza deve fare i conti con queste disattenzioni che sembrano ormai far parte della propria natura di questa stagione. Un dare e avere nell’economia di una gara che vanno messi in conto, con l’obiettivo di ridurre le perdite al minimo per riuscire a chiudere in positivo, quindi con dei punti preziosi, la gara. Se è vero, come detto da mister Greco, che il match di Perugia è una fotografia dell’annata a tinte rossoblù, è altrettanto vero che, considerato il momento, è più importante aver conquistato un punto piuttosto che averlo lasciato per strada come dichiarato da Zaccagno. Parole che possono sembrare banali, ma che testimoniamo come la Torres sia pienamente consapevole su come affrontare questo rush finale del campionato
Episodio arbitrale
A prendersi la scena – purtroppo – nella gara di ieri 20 marzo è stato l’episodio legato all’autogol di Joselito, annullato per un presunto fallo di Mastinu ai danni di Verre sul nascere dell’azione che ha portato al possibile 1-2 per la Torres. Se da un lato non è produttivo ridurre a quell’episodio i sentimenti e il lascito del match contro la squadra di Tedesco, dall’altro è corretto analizzare, regolamento alla mano, quanto accaduto al minuto 85. Cosa dice il protocollo IFAB sull’utilizzo dell’FVS a seguito di un gol? Come si legge dal sito della Fifa in riferimento al protocollo FVS al punto 8: “Dopo che è stato segnato un gol, il quarto uomo controllerà le immagini sul monitor e informerà l’arbitro se è stata commessa un’infrazione chiara ed evidente da parte della squadra attaccante. A meno che la decisione non sia fondata sui fatti, l’arbitro rivedrà l’episodio e prenderà la decisione finale“. Se l’episodio che ha portato all’annullamento del gol, quindi il presunto fallo di Mastinu su Verre può trovare o non trovare d’accordo, il processo della decisione è arrivato seguendo correttamente le linee guida IFAB. Anche perché dal presunto fallo di Mastinu all’autorete di Joselito sono passati 17 secondi in cui il pallone non è mai uscito e il gioco non è mai stato interrotto. Scongiurata quindi la possibilità di un possibile errore tecnico da parte del direttore di gara, l’episodio si racchiude come una lettura da parte del sig. Liotta di un chiaro ed evidente errore su un fallo non rilevato a gioco in svolgimento.
Quindi che rimane? Rimane una Torres che ha fatto del pragmatismo e della praticità la strada da perseguire per la corsa salvezza, sia nei fatti che nelle intenzioni. Ma allo stesso tempo una sfida che ha messo il focus sul tipo di corsa da fare, ovvero puntare alla salvezza diretta mettendo almeno 8 punti di distanza tra sé e il Pontedera piuttosto che tentare il sorpasso al Perugia alla ricerca del 15° posto in classifica.














