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Torres | Né tabù Vanni Sanna, né sfortuna: per la lotta salvezza più praticità e meno fantasmi

Uno scatto della sfida tra Torres e Vis Pesaro - Foto Alessandro Sanna
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If there’s something weird, and it don’t look good, who you gonna call? Ghostbusters!”, questo estratto della celebre sigla del film Ghostbusters, si addice perfettamente al momento e ai pensieri che si annidano in casa Torres all’indomani del pari per 0-0 contro la Vis Pesaro. Un risultato e una gara difficile da interpretare. Una prestazione che conferma quanto di buono visto nelle ultime uscite contro Ascoli e Sambenedettese, ma che per l’ennesima volta lascia, al triplice fischio, quella sensazione di incompiutezza per non essere riusciti a portare a casa tre punti meritati di fronte al proprio pubblico. Quel che resta, però, è una classifica che tiene ancora vive le speranze di una salvezza diretta senza dover passare dai playout, con i rossoblù a quota 25 punti alla pari del Bra posizionato un gradino più in alto al 15° posto, quindi l’ultima posizione disponibile per la permanenza in Serie C.

Singoli

La gara contro la Vis Pesaro lascia segnali incoraggianti, in particolare dai nuovi innesti arrivati dal mercato, come Baldi e Sorrentino tra tutti, ma anche lo stesso Luciani. A prendersi la scena è sicuramente il numero 99 arrivato dalla Cavese, non solo per i gol mancati per questione di centimetri tra palo e traversa, ma ancor di più per l’apporto alla manovra e per le capacità nel fare sia da finalizzatore che da collante tra centrocampo e attacco. Un profilo che è mancato nella prima parte della stagione e che sta facendo capire quello di cui aveva disperata necessità la Torres sulla trequarti. Tra le note liete c’è anche Baldi, ambientatosi alla perfezione a Sassari e autore di prestazioni di alto livello dal suo approdo in rossoblù. Giovane, ma astuto; tecnico e allo stesso tempo roccioso quando serve. Una pedina che ha dato solidità e certezze al reparto arretrato e non a caso contro la Vis Pesaro è arrivato il secondo clean sheet stagionale in una gara interna. L’ultimo? Proprio in occasione della vittoria contro il Pontedera lo scorso 23 agosto. Altro segnale positivo e incoraggiante per la corsa salvezza. Infine Luciani: il nuovo numero 9 si è dimostrato ben altro giocatore rispetto a Musso in termini di interpretazione del ruolo. Difende bene il pallone, svaria su più fronti alla ricerca del fraseggio, attacca la profondità ed è abile nel dialogare con i compagni. Anche lui a pochissimi centimetri dal gol se non fosse per il salvataggio sulla linea di Di Paola.

Fattore Vanni Sanna

Che il Vanni Sanna non stia aiutando la Torres in questa annata difficile e ricca di complicazioni è evidente. Lo dicono i numeri. Su 14 gare giocate a Sassari i rossoblù hanno conquistato 10 punti (0,71 punti di media): frutto di 1 vittoria, 7 pareggi e 6 sconfitte, 10 gol segnati e ben 18 subiti. Un rendimento oggettivamente negativo con la sola Sambenedettese ad aver fatto peggio in stagione (9 punti). Un dato, al momento, peggiore rispetto a quello dell’annata 2022-23, ovvero quella del ritorno in C della Torres con la salvezza arrivata all’ultimo respiro. Infatti in quella stagione, alla fine del campionato, i rossoblù in 19 gare interne conquistarono 19 punti, una media facile da calcolare di un punto a partita, frutto di 3 vittorie 10 pareggi e 6 sconfitte, 14 reti fatte e 17 subite. Fuori casa il ruolino di marcia del campionato in corso è differente. Le gare esterne giocate sono in totale 13, i punti conquistati 15 (0,86 punti di media), frutto di 3 vittorie, 6 pareggi e 4 sconfitte; 14 i gol segnati e 16 quelli incassati. Numeri che valgono il 12° posto considerando solamente il rendimento in trasferta. Sempre facendo i conti della serva, quindi paragonando i dati con l’annata 2022-23, in questa particolare classifica la Torres lontano dal Vanni Sanna ha ottenuto il 12° posto. In 19 gare, ha conquistato 22 punti (1,15 di media), con uno score di 5 vittorie, 7 pareggi e 7 sconfitte, realizzando 19 gol e incassandone altrettanti. Numeri utili per sia paragonare due annate differenti, a livello cronologico che di contesto (tra ambizioni iniziali e valore della squadra), ma anche per capire quanto stiano incidendo le condizioni di un manto erboso che sebbene sia apparso in ripresa nell’ultima gara interna, sta condizionando parecchio le gare casalinghe dei rossoblù. Insomma, senza dubbio un tabù considerato che la vittoria a Sassari manca da 183 giorni, ma allo stesso tempo una problematica figlia non solo della sfortuna quanto di una gestione non certosina del terreno di gioco di questi ultimi anni.

Quindi, come prendere questo pari? Come un pareggio normalissimo, un mattoncino in più per costruire le fondamenta della salvezza in una gara in cui si poteva ottenere qualcosa di più sicuramente. Un altro pari che lascia tanto rammarico, come è giusto che sia perché la Torres avrebbe meritato i tre punti, ma che va messo alle spalle in fretta. Perché l’errore più grande che si può commettere ora è pensare di avere il mondo contro, che la sfortuna non sta aiutando e che questa sia un’annata dannata con streghe e fantasmi a puntare il dito contro i sassaresi. Serve essere più forti delle avversità e dei problemi perché la fortuna bisogna anche sapersela conquistare e non aspettare che bussi alla porta.

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