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Torres | Finalmente Di Stefano, la doppietta di Pontedera una chance per dare la svolta

Lorenzo Di Stefano durante Torres-Perugia | Foto Alessandro Sanna
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“Aspettavo questo momento da quando sono approdato in questa città e finalmente adesso sono felice di essermi sbloccato”, così l’attaccante della Torres Lorenzo Di Stefano a margine del match vinto per 3-1 contro il Pontedera. Parole di liberazione e di felicità che arrivano dopo una prima metà di campionato difficile, tra il problema muscolare di inizio stagione, sconfitte e occasioni da gol vanificate. E così a distanza di quattro mesi, per la precisione 126 giorni, dall’esordio in maglia rossoblù in occasione della gara di Campobasso persa per 2-1 lo scorso 30 agosto, il numero 7 dei sassaresi è riuscito a sbloccarsi.

Crocevia

La gara di Pontedera è sicuramente un crocevia importante, una sfida che ha permesso ai sassaresi di ritrovare la gioia del successo, ma che allo stesso tempo ha permesso a Di Stefano di festeggiare il suo primo gol con la maglia della Torres. Prima una splendida rovesciata su cui Vannucchi non ha potuto nulla, poi il cioccolatino già scartato e solamente da mangiare servito da Mastinu. Un’esultanza liberatoria sul primo gol che arriva dopo un inizio non semplice di stagione, a causa dell’infortunio che lo ha tenuto ai box nelle battute iniziali facendogli saltare parte del pre-campionato, la gara di Coppa Italia vinta contro il Livorno per 2-1 al Vanni Sanna e il match d’esordio nel girone B della Serie C contro il Pontedera vinto per 1-0. Una condizione da trovare in una Torres che faticava. Prestazioni da un lato incoraggianti, in cui l’attaccante catanese mandava segnali di quanto la sua qualità e le sue giocate potessero essere utili, ma che si scontravano con la mancanza di cinismo. Fino ad arrivare al 3 gennaio, con la doppietta realizzata allo stadio Mannucci contro i toscani a scacciare via i fantasmi e le ansie da prestazione.

Svolta?

Difficile dire se quella di Pontedera sarà la gara della svolta. Un discorso che vale sia per la Torres che per lo stesso Di Stefano. Perché se una rondine non fa primavera, allo stesso tempo l’aver ritrovato il gol può far registrare uno switch mentale da cui squadra e giocatore possono trovare lo slancio per ripartire. Il percorso recente, sia della Torres che di Di Stefano, è molto simile: tanta applicazione, voglia di scrollarsi di dosso il momento negativo e di trovare quella scintilla che possa innescare una reazione. Che però, di volta in volta, si scontravano con la sfortuna o la mancanza di cattiveria nei momenti chiave. A Pontedera questa scossa è arrivata e solo il tempo dirà se la gara contro i granata sarà quella della svolta, ma tanto di questo passerà anche dalle prestazioni e dai gol di Di Stefano perché nelle ultime sfide l’uomo che ha creato più pericoli insieme a Sala (che tra gol e assist è stato il più attivo dei rossoblù, mettendoci lo zampino in quasi tutte le marcature rossoblù), è proprio il numero 7 di Greco. Leggerezza ed entusiasmo che dovranno essere le nuove armi che l’attaccante catanese dovrà sfruttare, sia per dare continuità a quanto di buono fatto finora, sia per provare a far sbocciare definitivamente una Torres di cui può essere un vero protagonista.

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