Nella pluricentenaria storia dell’Olbia ci sono pagine sbiadite che non andrebbero dimenticate. Una di queste è legata al 4 gennaio, in questo caso il riferimento è vecchio di 101 anni, parliamo infatti del 4 gennaio 1925. cosa avrà di tanto importante questa data così lontana nel tempo? Non parliamo di trionfi in campionato, di eroi conosciuti quali i vari Giagnoni, Bagatti, Petta, Degortes, Misani, Truddaiu, Siazzu o per giungere ai giorni nostri Daniele Ragatzu. Parliamo di una data che dovrebbe rimanere scolpita nella memoria di ogni tifoso che tiene alla storia dei bianchi.
In quel lontano principio d’anno 1925 il calcio o per meglio dire football, si rafforzava in Sardegna. Iniziava ad attirare folle considerevoli, ma doveva battagliare con altre discipline altrettanto seguite dagli appassionati di sport, quali il ciclismo ad esempio, molto praticato e seguito nella nostra isola, il podismo o atletica leggera e il nuovissimo sport per la Sardegna, la boxe, praticata da meno di un quinquennio ma che aveva subito acceso l’interesse e infiammato gli animi. Ma ritorniamo a noi, Con l’alba del nuovo anno l’Unione Sportiva Terranovese, così si chiamava allora l’Olbia, guidata dal suo presidente Giulio Vitiello, giungeva a Cagliari, con il diretto dal nord dell’Isola. La società era da poco risorta sulle ceneri della gloriosa Società di Ginnastica Olbia, inattiva durante tutto il periodo bellico e che aveva faticato a ricomporre i propri pezzi nel principio degli anni Venti. La Terranovese giungeva a Cagliari carica di entusiasmo e sulla scorta di alcune brillanti prestazioni tra l’estate e l’autunno precedente, in particolare alcune partite con il Calangianus e la Torres. Cosa origina questa lunga trasferta della squadra gallurese? La partecipazione al Torneo Sardegna, competizione calcistica organizzata dal Cagliari già dal 1921, quand’ancora non esisteva il campionato regionale. Questa manifestazione fu voluta dal primo presidente rossoblù Fichera e fortemente appoggiata dalla FIGC, che donò il trofeo. In quell’anno si era giunti alla quinta edizione, anche se con l’organizzazione del campionato regionale, il trofeo stava già perdendo d’importanza. Il 4 gennaio 1925, sul glorioso terreno dello “Stallaggio Meloni” agli ordini dell’arbitro, ing. Guido Boero si allinearono Terranovese e Amsicora, pronte a contendersi la vittoria. L’Amsicora doveva battere la matricola gallurese per continuare a sperare di conservare il possesso del trofeo vinto nella precedente edizione. La prima gara aveva visto il Cagliari vincitore proprio dell’Amsicora e quindi l’unico risultato possibile era una netta vittoria, cosa che era più che prevista. La Terranovese mancava della necessaria esperienza nelle competizioni e aveva dovuto affrontare un viaggio lungo e faticoso per giungere nel Capoluogo.
Queste le formazioni delle due squadre
Amsicora: Buson, Cappai, Puligheddu, Trogu, Ravenna, Devoto, Martis, Defraia (cap), Bertelli, Ferraris, Fradelloni.
Terranovese: Gabriel, Dulbecco, Bianco, Tamponi, Zecchina, Toscani, Bagatti, Martini, Sircana (cap), Quercia, Spano .
Tra le file dell’Amsicora troviamo il portiere Buson, Michele Puligheddu, futuro capitano del Cagliari e altri che militeranno nelle file dei rossoblù cagliaritani, tra cui un giovane Aldo Fradelloni. Alle 15 in punto l’ingegner Boero fischia l’inizio delle ostilità. A sorpresa, i granata di Terranova Pausania, con le loro rapide discese, mettono subito in difficoltà i più esperti amsicorini. Il gran pubblico accorso si gode il vibrante match. L’Amsicora adotta una tattica troppo attendista e lascia l’iniziativa all’avversario, convinta di poter colpire appena la foga dei giovani galluresi si sarà affievolita, ma viene colpita da Bagatti durante la prima frazione di gioco. Nella ripresa i bianchi cagliaritani cercano la riscossa, ma vengono infilati da due ottime azioni finalizzate da Quercia e Spano. Solo sul 3-0, il moto d’orgoglio amsicorino produce manovre sempre più stringenti. Il risultato a questo punto è mutato dai goal di Cappai e Melis che riportano sotto l’Amsicora. L’ing. Boero fischia un rigore in favore dei bianchi, potrebbe essere il pareggio, ma Ferraris sbaglia clamorosamente la trasformazione.
Al segnale di chiusura, esultano i granata della Terranovese, che contro la decana delle squadre di football sardo, coglie la sua prima clamorosa affermazione. Seguirà da quel momento una centenaria tradizione calcistica, che tra alti e bassi ha visto alcuni momenti di fulgido splendore. Auguriamo ai bianchi di ritrovare la giusta serenità e di saper attingere con orgoglio nella loro ricca memoria storica per meglio affrontare questo delicato momento.
Mario Fadda













