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Nuorese-Ossese: l’analisi tattica del big match di Eccellenza

Saluto tra i capitani di Ossese e Nuorese prima della gara di andata | Foto Ossese Calcio
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Senza mezzi termini, Nuorese-Ossese è la partita dell’anno. Non darà nessun verdetto, ma la gara del turno prepasquale darà però qualche risposta, qualsiasi risultato esca fuori dal Frogheri: una vittoria dei bianconeri potrebbe estromettere i barbaricini dalla rincorsa al titolo e darebbe poche speranze al terzo incomodo Ilvamaddalena; ma una vittoria della Nuorese darebbe la possibilità ai maddalenini, in caso di vittoria contro il Santa Teresa, di agganciare la vetta, e quindi di rimettere davvero tutto in discussione.

LA SFIDA DEL FROGHERI: MONOLOGO BIANCONERO
Da quando l’Ossese è salita in Eccellenza, stagione 2019-2020, il Franco Frogheri è stato il giardino di casa alternativo della squadra bianconera: 5 sfide, 5 vittorie, percorso netto, con 13 gol fatti e appena 4 subiti. Sarà quindi un tema della gara: riuscirà l’Ossese a mantenere questo rendimento “casalingo”, oppure la Nuorese sfaterà il tabù? Tornando al campionato in corso, da una parte troviamo una squadra che in casa non ha mai perso, avendo conquistato 33 punti, frutto di 10 vittorie e 3 pareggi, e sono appena 4 i gol subiti, di cui 2 nelle ultime 2 gare in casa (Villasimius e Lanusei); ma l’Ossese, d’altro canto, non ha mai perso in stagione, e fuori dal Walter Frau stacca letteralmente tutti, con 25 punti fatti (6 vittorie, 7 pareggi): per fare un confronto, l’Ilvamaddalena secondo in questa classifica è a -8.

ANALISI TATTICA: NUORESE
Partiamo dai padroni di casa, che nel corso dell’anno ha variato poco la rosa, puntellando in qualche posizione chiave (sono arrivati Caddeo per il centrocampo e Falchi per rinforzare l’attacco). La struttura della squadra, nelle ultime settimane, si è assestato con un 1-4-3-3, come vediamo in questa rappresentazione, che fa riferimento alla gara giocata contro l’Ilvamaddalena del 21 febbraio:

Questa è la struttura che i barbaricini mantengono in fase difensiva o fase di non possesso. La struttura con palla tra i piedi invece cambia, con il gioco posizionale della Nuorese che consiste nell’occupazione intelligente degli spazi, nelle rotazioni e negli interscambi per superare la pressione avversaria. L’ago della bilancia è senza dubbio Cadau, giocatore esperto che detta i tempi sui movimenti e sul ritmo di gioco. Il mediano della Nuorese assume funzioni diverse, principalmente per eludere la marcatura e la pressione avversaria. In costruzione, per esempio, lo possiamo vedere dentro l’area, assumendo le funzioni del difensore centrale:

Questo implica che il “vero” difensore centrale occupa l’ampiezza e una delle mezz’ali, in particolare Tanda, occupa la posizione lasciata libera da Cadau. Si dilatano gli spazi per aprire la struttura difensiva avversaria, e il pressing viene superato con la classica giocata al “terzo uomo”: Carraro si accentra, scarica al vertice Manca che a sua volta può servire Tanda, che in situazione di palla aperta può condurre ed effettuare una scelta:

Altra situazione è quella che vede il mediano della Nuorese chiamare la rotazione che coinvolge la catena sinistra del campo: lui, Tanda e Puddu si muovono in modo che i difensori possano ricevere una soluzione in più per uscire dalla pressione:

L’esterno avversario può infatti essere attirato e ricevere meno supporto dal terzino, che viene “fissato dall’esterno offensivo e creare le condizioni giuste per far ricevere senza pressione il mediano barbaricino:

I due difensori Carraro e Dessolis sono comunque giocatori bravi con la palla tra i piedi, in particolare l’ex Ghilarza, che può interscambiarsi con Cadau e prendere le sue funzioni in campo:

La Nuorese, superata la pressione, ha diverse soluzioni in mano: Manca è il riferimento avanzato su cui si appoggia la squadra, perché ha la capacità di fungere da “pivot”, creare spazi e lavorare di sponda, accentuando lo sviluppo da una zona all’altra del campo:

Gli esterni offensivi invece vanno a “fissare” i terzini avversari, ovvero mantengono bloccati gli avversari diretti in modo da agevolare gli inserimenti senza palla: sovrapposizioni interne dei terzini oppure gli inserimenti delle mezz’ali, che sfruttano gli half-space per generare superiorità posizionale e rendersi pericolosi:

Un’altra giocata a cui l’Ossese dovrà fare attenzione sono i palloni verticali verso gli esterni: Caggiu e Cocco (ma anche Cossu e Falchi) sono giocatori che possono prendere contro tempo l’avversario e cercare l’1 contro 1 in attacco:

ANALISI TATTICA: OSSESE
Mister Cotroneo, dopo una prima parte di stagione in cui l’Ossese tentennava pur senza subire sconfitte, dal mese di gennaio in poi ha trovato la quadra: merito delle qualità dell’allenatore, abile a capire il materiale a disposizione e a fare dei correttivi in corso d’opera: gli arrivi di Rodrigues, Teliz, Scarafoni, Mainardi e Maitini hanno cambiato il volto della squadra, che comunque può contare su giocatori di assoluto valore come Saba, Gueli e Gjuci: l’allenatore romano ha praticamente in mano 2 squadre, che può ruotare a piacimento. Il cambio radicale, rispetto alle prime gare del campionato, è nella sua struttura base, diventata 1-3-4-1-2: prendiamo spunto, per l’analisi, dalla gara giocata contro il Sant’Elena, sempre del 21 febbraio:

Ciò che cambia si vede nella disposizione strutturale in fase difensiva: l’Ossese, infatti, contrariamente a ciò che solitamente succede con le difese a 3 giocatori, non abbassa entrambi i quinti, ma solo quello sinistro: il braccetto destro si allarga formando una linea di difesa classica con 4 giocatori. Questo, chiaramente, porta a delle modifiche anche a centrocampo: Mainardi, infatti, è il giocatore che si occupa di controllare la zona sinistra del campo e, se c’è bisogno, scalare verso sinistra:

L’Ossese, rispetto alla Nuorese, si affida più a uno stile di gioco diretto, che non significa “buttare palla in avanti”: accetta la pressione avversaria, rischiando gli 1 contro 1 ma riuscendo così a trovare l’uomo libero dalla pressione:

Riuscendo a liberare un compagno, si apre il campo: la palla aperta consente l’immediata verticalizzazione, riuscendo ad ottenere superiorità numerica e posizionale in zona di rifinitura e mettere fuori gioco più linee di pressione avversarie:

I bianconeri, comunque, badano alla sostanza: in avanti hanno giocatori con caratteristiche diverse, che possono duellare positivamente nel gioco aereo e bravi nell’attacco della profondità; ed è quello il punto forte dell’Ossese, capace di mettere sempre sotto pressione la squadra avversaria. In particolare è Maitini il giocatore che più di tutti si occupa di contendere il possesso aereo, mentre Tapparello e Mainardi si occupano di attaccare la profondità:

Ciò significa che l’Ossese è forte anche in un’altra fase di gioco, che al giorno d’oggi sta diventando sempre più importante: la transizione offensiva, ovvero quella fase dove cambia il possesso, in particolare si pone l’accento sul comportamento della squadra quando recupera palla. E l’idea principale è quella di attaccare, buttarsi subito in avanti con giocare rapide, per mettere in difficoltà la squadra avversaria che, viceversa, subisce la transizione difensiva:

Il resto è dato dal bagaglio tecnico del singolo giocatore: Tapparello attacca la profondità perché capisce che quello è lo spazio da attaccare, e Mainardi è abile a servirlo sulla corsa:

Infine, la Nuorese dovrà fare attenzione ai calci piazzati, fondamentale in cui l’Ossese eccelle particolarmente, sia offensivi che difensivi: dal punto di vista offensivo, sono tanti i saltatori che possono far male: Di Pietro, Rodrigues, Maitini, Tapparello sono abili ad attaccare l’area in tutte le situazioni, comprese le rimesse laterali:

Il difensore argentino è il terminale principale di queste situazioni di gioco e può fungere sia da assist-man, che chiudere direttamente l’azione: per esempio, il gol del vantaggio contro il Sant’Elena nasce da una rimessa laterale in zona offensiva, con sviluppo, recupero palla e cross, su cui l’ex Ilva si fa trovare pronto:

Ma come abbiamo detto, anche i calci d’angolo difensivi possono diventare delle armi importanti: Tapparello viene infatti lasciato in avanti, smarcandosi preventivamente, e se la palla esce dall’area, è pronto ad attaccare in avanti, così come i compagni. Contro il Santa Teresa, il gol vittoria arriva proprio da un calcio d’angolo difensivo, ma anche contro il Sant’Elena, l’Ossese si rende particolarmente pericoloso su questa situazione:

 

Di Pietro effettua uno scanning del campo per capire la disposizione dei compagni e verticalizza su Tapparello, che lavora fisicamente sull’avversario; i compagni arrivano in sostegno e si arriva addirittura in una situazione di 3 contro 0, che i bianconeri non riescono a sfruttare, prendendo un palo.

CHI PUÓ DETERMINARE
Entrambe le squadre scenderanno in campo nelle migliori condizioni possibili: Bonomi e Cotroneo avranno l’imbarazzo della scelta e opteranno per il miglior 11. Diamo quindi 3 nomi che possono determinare nella gara del Frogheri:

-Blas TAPPARELLO: l’attaccante argentino è letteralmente on fire in questi ultimi mesi: nonostante un inizio non esaltante, l’ex Ilva ha aumentato vertiginosamente i giri del motore, segnando 7 gol nel girone di ritorno in 11 gare, stesso score dell’andata ma in 15 partite;

-Marco CAGGIU: l’esterno 2006 ha la grinta e le qualità giuste per mettere il difficoltà il lato sinistro dell’Ossese, soprattutto se viene isolato in 1 contro 1. È a quota 11 in campionato e cerca lo scalpo più ambito;

-Diego DI PIETRO: è stato match winner nella gara d’andata, Di Pietro è una scheggia impazzita, che non viene fermata neanche dagli infortuni: una settimana dopo il profondo taglio allo zigomo subito contro il Buddusò, il difensore argentino era già in campo a Villasimius con la maschera.

PRO E CONTRO
Dove possono essere pericolose le due squadre per strappare un risultato positivo?
La Nuorese ha come punto forte le zone laterali del campo, dove può creare degli 1 contro 1 che possono risultare decisivi; sarà importante cercare di allargare le maglie avversarie e mandare fuori giri la pressione che porterà l’Ossese. I bianconeri sono invece una squadra che gioca verticale: il centrocampo ospite può soffrire la palla alta, e questo è un aspetto da considerare. La Nuorese non potrà permettersi leggerezze in zona 1, ovvero la zona di costruzione: contro l’Ilvamaddalena, uno scarico sbagliato di Mascia verso Cadau ha provocato il gol del vantaggio maddalenino. Grande attenzione per i calci piazzati, che in una partita che si prospetta bloccata, possono fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta.

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