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Le Pagelle di Cagliari-Juventus: brillano in tanti, ma è il riscatto di Zé Pedro e Gaetano

Gianluca Gaetano durante Cagliari-Juventus | Foto Valerio Spano
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Queste le nostre valutazioni sulla prestazione fornita dai rossoblù di Fabio Pisacane in occasione della sfida vinta di misura per 1-0 contro la Juventus, grazie alla rete segnata da Mazzitelli nella ripresa (qui la cronaca della gara). 

Caprile 6,5: osserva con la massima attenzione il continuo possesso bianconero, ma di fatto deve intervenire solo una volta nel primo e risponde a suo modo su Miretti. Poi nella ripresa arriva più lavoro, facile su Cambiaso e meno su Yildiz. Rischia la frittata con un’indecisione e un’uscita che manca al 73′ e viene salvato dal palo all’84’, graziato in entrambi i casi. Riscatta la serata negativa di Genova.

Zé Pedro 7,5: l’infortunio di Zappa, probabilmente, è la combinazione che gli permette di aprire la cassaforte dell’undici titolare. Si fa trovare pronto, anzi, prontissimo, vestendo i panni del difensore vecchio stampo che si attacca a Yildiz e lo segue ovunque, probabilmente anche al rientro negli spogliatoi. Qualche fisiologica chance la concede perché il turco è forte davvero, ma nel complesso fa una grande partita.

Mina 7: David viene definito come un ragazzo timido e il difensore colombiano, che di certo non è noto per l’empatia in campo, ne approfitta usando le sue classiche maniere forti. Potrebbe, come sempre, fare meglio in impostazione – leggasi essere più rapido – ma nel suo lavoro principale fa ciò che deve. Cresce alla distanza regalando esperienza ai compagni in difficoltà, rischia nel finale una deviazione decisiva, ma il palo salva lui e il risultato.

Luperto 7: attento, preciso, pulito come nelle serate migliori. Continua il suo percorso di bassi e alti e in questa gara va più sull’alto e ne beneficia tutta la squadra, non solo la retroguardia. Non ha marcature specifiche, è più un libero che tampona il mezzo spazio su Miretti e McKennie quando entrano prima e su Zhegrova poi. E lo fa bene, con regolarità e senza distrazioni dal primo all’ultimo minuto.

Obert 6,5: della retroguardia appare l’unico un po’ sbadato, sempre sull’orlo della distrazione ma alla fine pronto a recuperare di riffa o di raffa. Impreciso in alcune situazioni offensive che meriterebbero migliore esecuzione, ma tanto basta considerato anche un avversario in forma come McKennie di fronte. E con il passare dei minuti toglie anche il velo di sbadatezza, crescendo in attenzione.

Adopo 6,5: in una gara di tanta lotta e poco, pochissimo governo trova terreno fertile per il suo calcio di sostanza e qualche corsa qua e là. Strappa appena riesce, sbaglia la misura in una ripartenza pericolosa, ma nel complesso tiene botta in una partita non semplice e con poche occasioni per incidere. Alterna anche nella ripresa grande corsa e abnegazione a imprecisioni, ma butta ogni goccia di sudore per il collettivo e non è poco.

Mazzitelli 7,5: fa una gara di continuo sacrificio andando a rincorrere tutto e tutti senza soluzione di continuità. Ovviamente la lucidità a volte manca – e ci mancherebbe – ma non molla mezzo centimetro lì nel mezzo e regala esperienza nella lettura dei passaggi avversari da schermare e nel posizionamento. Sarebbe già una partita positiva seppure non appariscente, la rende oltremodo preziosa con la zampata del gol che regala tre punti non da poco.

Palestra 6,5: è la valvola di sfogo che non può funzionare a pieno regime come in altre occasioni, occupato a tenere la posizione e senza grandi possibilità di spinta in avanti. Il suo lavoro per aiutare Zé Pedro sull’esterno è comunque di grande livello e se Yildiz incide poco è anche merito suo. Come tutta la squadra mette sudore e sacrificio dall’inizio alla fine, vincendo ai punti ancha la sfida nella sfida con Cambiaso.

Gaetano 7,5: ecco la prestazione che non ti aspetti, ecco Dottor Jekyll che lascia dentro l’armadio il Mister Hyde di Genova e di altre uscite senza verve per presentarsi alla Unipol con la veste migliore. Non quella del trequartista o del centrocampista di qualità che pennella, o meglio non solo. Se cerchi pulizia in uscita è l’unico a provarci e mantenere la freddezza, ma soprattutto se cerchi un mediano che faccia da filtro lui c’è. Prestazione che ridà fiducia, soprattutto nella mentalità più che nei tocchi, anche se alla fine fa anche l’assist della vittoria.

Esposito 5,5: unico a lasciare sul campo la sensazione di non essere esattamente sintonizzato come i compagni. Attenzione, la volontà di aiutare fino a diventare a volte terzino c’è tutta, ma sbaglia davvero troppi palloni in uscita per uno con le sue qualità e anche le reazioni agli errori sono più di ricerca di altri colpevoli che di autoresponsabilità. Gioca troppo lontano dalla porta, è vero, ma anche in quel contesto la sua qualità dovrebbe aiutare e, invece, accade l’opposto.
Dal 64′ Idrissi 6: mezz’ora e poco più di denti stretti e preghiere, dal suo lato arriva anche Conceicao e con elmetto e attenzione fa di tutto per portare a casa la pagnotta. Non lo si nota granché, soffre il giusto e magari qualcosina in più, ma alla fine porta i tre punti al fischio finale e non è poco.

Kılıçsoy 6: solo là davanti a lottare contro il miglior difensore del campionato – lo dicono i numeri – fa quasi tenerezza per il tentare con ossessione di farsi notare senza però riuscirci quasi mai. Però, e non è un però da poco, le pochissime volte che ha l’occasione di scontrarsi ad armi pari esce vincitore, in sostanza regge l’urto ed è sicuramente più efficace del compagno di reparto nel gestire i pochi palloni che arrivano. Non è gara per fioretto, ma lui che la spada la porta nel cognome non ha problemi ad adattarsi.
Dal 54′ Borrelli 6: entra per dare peso specifico sui palloni lunghi che inevitabilmente arriveranno e per andare con il fisico alla battaglia necessaria per portare a casa il risultato. Non riesce granché nell’intento, ma comunque si sbatte quanto serve e il suo lo mette al servizio della squadra. Un suo che non è tantissimo, ma che basta.

Pisacane 7: è curioso, perché a Genova per 60 minuti il suo Cagliari aveva fatto ottime cose, ma aveva pagato un’ultima mezz’ora devastante oltre alla partenza disattenta e in salita. Così, contro una Juventus imbattibile da quando spallettiana, punta tutto sulla trincea per la prima parte sapendo che un inizio complesso avrebbe potuto ammazzare mentalità e umore. La tattica riesce alla perfezione, Caprile soffre poco o nulla e il possesso lasciato ai bianconeri è sterile e senza grandi preoccupazioni. Poi il copione si sviluppa come probabilmente aveva pensato: un’occasione, magari una palla inattiva, e quel cinismo mancato in altre gare pronto ad apparire all’improvviso. Una vittoria che riporta calma e sorrisi, contro una grande in ottima forma, tutta cuore e attenzione. Insomma, una vittoria da Pisacane giocatore.

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