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Dinamo Sassari | Due gare per un segnale, poi si penserĂ  al domani

Tyree e Charalampopoulos aiutano Diop a rialzarsi durante Dinamo Sassari-Pesaro | Foto Luigi Canu
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Una strada sbarrata. O quasi, perchĂ© resta solo qualche centimetro di spazio basato su combinazioni che potrebbero far sollevare l’asta anche inaspettatamente. Pensare alla post-season, a quei playoff desiderati, posti come obiettivo senza timori dopo il raggiungimento della salvezza ottenuta con un marzo quasi perfetto, sembra perĂ² difficile al momento per la Dinamo Sassari. PerchĂ© prima dell’immaginazione, di due vittorie su due che sarebbero necessarie, viene l’attualitĂ  e la realtĂ  di una settimana non come le altre. Una settimana per cui prima di guardare agli altri risultati bisognerĂ  guardare a quello proprio, ma soprattutto a come maturerĂ .

AttualitĂ 

Restano due partite. La prima a Scafati, poi la chiusura con Reggio Emilia. Due squadre che senza la giusta attenzione difensiva potrebbero far ripetere quanto il presidente Sardara ha fatto intendere di non voler piĂ¹ vedere a seguito della sconfitta con Varese. La prima necessitĂ , dunque, sarĂ  la reazione da parte del gruppo sotto il profilo dell’atteggiamento negli 80’ complessivi in campo. Giocare la prima gara fuori casa, in un palazzetto caldo come il PalaMangano, consentirĂ  di far capire quanto e se il gruppo è coeso e se, nel complesso, quell’assenza di leadership paventata dalle parole dello stesso presidente è reale. Senza il pubblico alle spalle, anche se nelle ultime settimane le gare giocate al PalaSerradimigni hanno portato a due cocenti sconfitte, mancherĂ  quell’aspetto ambientale che a volte cambia le carte in tavola. Contro la Givova saranno i giocatori punzecchiati, per usare un eufemismo, sulla loro professionalitĂ  a poter offrire la loro versione dei fatti. A poter confutare quanto affermato o a confermare che spalle ormai spalle al muro non ci sia via d’uscita se non quella di aspettare il termine l’annata. Non è la prima volta che Sassari tocca il fondo o quasi in una stagione complessa sin dalle prime battute. Tuttavia, diversamente da altri momenti della stagione il tempo per riportare tutto a una forma voluta non c’è. C’è perĂ² quello per concludere l’annata dimostrando di essere entrati almeno in parte in empatia con un ambiente che al di lĂ  di tutto non ha mai voltato le spalle alla squadra.

Rimandare

Le somme conclusive verranno tirate all’ultima sirena, qualsiasi decisione arriverĂ  poi in seguito. Le due partite ancora presenti nel calendario potrebbero comunque dare ulteriori sfumature da osservare per il futuro prossimo. Markovic, Bendzius, Cappelletti, questi gli uomini al momento sotto contratto di quelli piĂ¹ utilizzati. Con la guida tecnica e il lituano, data anche la scelta di proclamarlo capitano, che appaiono come le pedine piĂ¹ certe di un futuro in biancoblĂ¹. Non solo per il contratto fino al 2025, ma anche per le parole spese da Sardara a febbraio scorso e a seguito della sconfitta con Varese. SarĂ  comunque un’estate di cambiamenti. L’esito del campionato trasformerĂ  anche l’operativitĂ  e il modo di far mercato della societĂ  vista la molto probabile assenza di coppe europee, che porterebbe a meno introiti e meno appeal per quanto riguarda soprattutto il parco stranieri. RisulterĂ  ancor piĂ¹ fondamentale l’oculatezza nelle scelte, in un equilibrio tra scommesse e certezze che dovrĂ  essere piĂ¹ solido rispetto all’anno in corso. Un discorso perĂ² che deve essere rimandato al 6 maggio. A quel primo lunedì che salvo stravolgimenti potrebbe essere l’inizio di un percorso importante per una Sassari che nella prossima stagione festeggerĂ  i dieci anni dallo Scudetto. Una ricorrenza simbolica che potrebbe fare da ulteriore stimolo per andare oltre un’annata non positiva.

Matteo Cardia

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