La storia del Circolo Schermistico Sassarese è un lungo percorso snodato che parte dal 1926, quando il Maestro Montixi portò l’eleganza e il rigore delle scuole militari sopra i locali del cinema Moderno. In quegli anni pionieristici, la scherma era un rito per pochi, un’arte riservata alla borghesia e ai giovani ufficiali.
Il vero cambio di passo arrivò con gli anni Cinquanta e la visione del Maestro Marco Mineo. Fu lui a scardinare il carattere elitario del club, aprendo le porte a nuove classi sociali e preparando il terreno per la rivoluzione degli anni Sessanta. Grazie alle riforme nazionali di Renzo Nostini, la scherma sassarese divenne finalmente democratica: le donne e i giovanissimi iniziarono a calcare le pedane, trasformando un’arte marziale in uno sport per tutti. Nemmeno la devastante alluvione del 1973, che inghiottì archivi e attrezzature, riuscì a spezzare questo legame con la città ; anzi, la resilienza dei suoi membri alimentò una rinascita che passò anche per le storiche e leggendarie sfide contro il CUS Cagliari.
Dopo un periodo di stasi, la rinascita ufficiale come A.S.D. nel 2014 ha segnato l’inizio di una nuova “età dell’oro”. Sotto la guida del presidente Marco Mignano, il Circolo si è trasformato in una fenice pronta a riprendere lentamente il suo volo. Il trasferimento nel 2020 al Palascherma di Via Togliatti ha fornito spazi moderni, ma è la qualità del lavoro in pedana a fare la differenza. Oggi, il Circolo è un luogo dove il tempo sembra annullarsi. È una comunità trasversale dove i bambini che impugnano la prima arma incrociano lo sguardo di atleti Master che, alcuni con oltre 75 anni d’età , dimostrano che la scherma è una passione senza scadenza. Ma il prestigio del club si misura anche nella sua sensibilità sociale, come dimostra l’adesione al progetto “Nastro Rosa”. Qui la sciabola diventa uno strumento di salute e rinascita per le donne operate di tumore al seno, trasformando il gesto sportivo in un protocollo di riabilitazione fisica e psicologica che aiuta a ritrovare fiducia nel proprio corpo dopo la malattia.
Dietro questi traguardi c’è un motore fatto di persone. Il presidente Mignano sottolinea spesso come il CSS sia il frutto del sacrificio e dell’amore dei genitori, una comunità che si coalizza per superare ogni ostacolo. Sebbene il Palascherma sia ampio, la sfida attuale è renderlo pienamente funzionale e dignitoso, lavorando fianco a fianco con il Comune per dare a Sassari una struttura all’altezza del suo nome. Il 2026 segna il prestigioso traguardo del Centenario. Cento anni dopo le prime lezioni del Maestro Montixi, l’intero ecosistema del Circolo — dai dirigenti, ai tecnici e agli atleti — si sta prodigando per onorare questo secolo di storia. È uno sforzo collettivo che porta i colori di Sassari nelle sfide regionali, nazionali e mondiali, con la consapevolezza che ogni stoccata di oggi affonda le radici in un secolo di nobile tradizione.
Carlo Achilli















