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Cagliari, tra avversità e carattere: contro la Cremonese per fare uno step in più

L'undici rossoblù sceso in campo per Cagliari-Milan | Foto Luigi Canu
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Si può dare di più” cantavano Gianni Morandi, Enrico Ruggeri e Umberto Tozzi, nel brano vincitore del Festival di Sanremo del 1987. Un inno di solidarietà verso il prossimo e  di responsabilità nella società. Uno slogan oggi, utile anche al Cagliari chiamato, dopo il ko nella prima del nuovo anno nello scontro casalingo contro il Milan per 0-1, a dare una risposta nello scontro diretto contro la Cremonese dell’ex tecnico Davide Nicola in programma giovedì 8 gennaio. Uno scontro diretto in cui provare a fare uno step in più provando a tornare subito alla vittoria in uno scontro diretto lontano dalla Unipol Domus.

Criticità
A far ben sperare Fabio Pisacane e i suoi un dato, quello del recente rendimento di Nicola contro le sue ex squadre: l’anno scorso sulla panchina rossoblù, infatti, escluso il successo contro il Torino per 3-2, il tecnico piemontese non ha mai vinto contro il suo passato. Una iniezione di fiducia ulteriore dunque, da aggiungere alla voglia di riscatto dopo la sconfitta contro il Diavolo, da impiegare nell’ultimo test del girone di andata in cui servirà una prestazione solida sia sul piano fisico e caratteriale che su quello tecnico come in occasione dell’ultimo successo contro i granata di Baroni. Una gara in cui dar sfogo a tutte le proprie qualità per riuscire a mettere in difficoltà una squadra ostica reduce da due sconfitte consecutive, ma che in casa vende sempre cara la pelle: 9 punti ottenuti fin qui a seguito di 2 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte tra le mura amiche. Per uscire con dei punti dallo “Zini”, servirà qualcosa in più da parte di un Cagliari, fortemente limitato dalle numerose assenze, l’ultima in ordine di tempo è quella di Deiola – costretto al forfait poco prima del match contro il Milan per un problema alla coscia –  che si aggiunge a Folorunsho, Felici, Belotti e Zé Pedro (ormai prossimo al rientro) in infermeria. Limiti da fronteggiare su cui il direttore sportivo Guido Angelozzi sta già lavorando per garantire quanto prima al proprio tecnico elementi validi in grado di colmare vuoti simili, che Pisacane ha il compito di affrontare nell’immediato in campo con le pedine a disposizione.

Carattere
Assenze pesanti a cui il Cagliari in questa prima metà di campionato ha saputo far fronte con successo: rispetto alla stagione passata, infatti, il rendimento dei rossoblù nonostante le criticità rimane positivo. Sul piano offensivo, per esempio, quello del Cagliari è il 9° attacco del campionato con 19 gol messi a referto in 18 gare, uno in più rispetto alla Lazio 9ª e uno in meno della Roma 5ª. Un rendimento perfettamente in linea rispetto alle dirette concorrenti impegnate nella lotta salvezza che può far sorridere Pisacane. Finora i rossoblù sono andati a segno in dodici gare, mancando l’appuntamento con il gol solo in 6 match contro big come Napoli, Inter, Bologna, Lazio, Como e i rossoneri guidati da Max Allegri. Numeri positivi che non trovano riprova nel rendimento difensivo: finora sono 25 le reti subite e appena 3 i clean sheet ottenuti nelle sfide contro Parma, Como e Roma. Una condizione da migliorare in fretta seppur il dato dell’anno scorso a questo punto della stagione raccontava di un Cagliari a quota 31 gol subiti poi riuscito ugualmente a salvarsi chiudendo a 56 il computo totale dei gol incassati. A questo proposito, va detto che nessuna delle inseguitrici, escluse Parma e Lecce, possono vantare numeri migliori dei rossoblù: il Pisa di Gilardino ha subito 25 reti, mentre Genoa, Fiorentina e Verona sono ferme a quota 28. Un dato che se da un lato incoraggia dall’altro non entusiasma considerando che il Cagliari (a pari merito con il Pisa) ha il terzo peggior reparto arretrato del campionato.

Step in più
Un processo di crescita, un’evoluzione da questo punto di vista da ottenere gradualmente che proprio nella maggiore efficacia difensiva vede la chiave per costruire una salvezza sicuramente a portata per quanto visto in questa metà di stagione, ma ancora tutta da edificare. Lo stesso presidente rossoblù Tommaso Giulini nel pre gara contro il Milan, non ha nascosto l’auspicio di provare a tirarsi fuori dalla lotta con qualche gara di anticipo ed evitare di pagare a caro prezzo l’inesperienza di una formazione giovane, incapace di reggere pressioni simili a quella di una contesa da dentro o fuori al fotofinish. Insomma, per tornare all’incipit iniziale e rispondere alla domanda su “cosa si può dare di più”, un margine di crescita riguarda certamente la solidità nella fase di non possesso, ottenibile attraverso una maggiore attenzione e uno spirito di sacrificio condiviso. Un aspetto particolarmente rilevante in una stagione in cui, come detto, anche nelle posizioni di vertice, spesso la differenza è determinata più dall’equilibrio collettivo che dalle giocate degli attaccanti. Questo, però, non va letto come un invito a privilegiare un’impostazione difensivista a scapito della apprezzabile spregiudicatezza mostrata in alcune occasioni finora dai rossoblù. Al contrario, la vera sfida di questa seconda parte di stagione per Pisacane sembra essere quella di riuscire a far convivere la qualità del gioco con una maggiore consistenza complessiva, senza rinunciare alla bellezza e alla propositività già messe in mostra. Lo scontro diretto contro i grigiorossi può essere l’occasione per fare un passo in avanti in questo senso al fine di dare un’ulteriore prova del valore di questa formazione, riprendendo magari la via della vittoria anche negli scontri diretti vista a inizio stagione come in occasione del doppio confronto ravvicinato contro Parma e Lecce, in cui Deiola e compagni, oltre a far divertire con il gioco, sono riusciti ad essere concreti portando a casa l’intera posta in palio senza mancare all’appuntamento sul piano mentale, cosa, al contrario, accaduta sempre in seguito: pareggio a Verona, sconfitta contro il Sassuolo prima dei due pari con Genoa e Pisa entrambi in casa. Si può dare di più.

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