Un punto per muovere la classifica dopo il pareggio interno contro la Lazio, dando continuità ai risultati e avvicinandosi all’obiettivo salvezza. L’1-1 del Cagliari al Tardini contro il Parma, se da una parte ha lasciato la sensazione di un’occasione persa vista la prestazione positiva, dall’altro ha allungato il distacco dalla zona rossa dopo le sconfitte di tutte e tre le squadre che occupano il terzultimo posto, ossia il Lecce (a Como), la Cremonese (in casa contro il Milan) e la Fiorentina (a Udine). Con una situazione nella lotta salvezza che sorride ai rossoblù di Fabio Pisacane, con la consapevolezza che, comunque, la strada da percorrere verso il traguardo non è ancora terminata.
A un passo
Nelle logiche comunicative della Serie A, nonostante la storia recente dica tutt’altro, è quota 40 quella identificata come sinonimo di tranquillità . Nel caso del Cagliari, dunque, dieci punti da ottenere nelle ultime undici gare, una media inferiore al punto a partita che, guardando all’andamento del campionato fino a oggi, è nelle corde di Deiola e compagni. Con un dato su tutti che invita alla fiducia, perché bisogna tornare alla stagione 2010-11 per trovare una squadra – la Sampdoria – retrocessa in Serie B dopo aver raccolto 30 o più punti in 27 gare. Analizzando l’andamento degli ultimi cinque campionati, il trend della quota salvezza parte dai 31 punti (la più bassa nel 2021-22, anno della retrocessione proprio del Cagliari nella notte di Venezia) fino ad arrivare ai 36 del 2023-24, con in mezzo i 32 del 2022-23 e del 2024-25 e i 34 del 2020-21. Andando per eccesso e ipotizzando una quota più elevata rispetto alle ultime cinque stagioni, al Cagliari di Pisacane dovrebbero bastare (e, per certi versi, avanzare) otto punti nelle ultime undici partite per garantirsi un altro anno in massima serie. Con un calendario che vedrà i rossoblù giocare sei gare alla Unipol Domus e cinque lontano dalla Sardegna, partendo dalla sfida casalinga contro il Como di sabato 7 marzo alle 15 fino ad arrivare alla chiusura a San Siro contro il Milan nel weekend del 24 maggio e con in mezzo le gare, in ordine, contro Pisa (trasferta), Napoli (casa), Sassuolo (trasferta), Cremonese (casa), Inter (trasferta), Atalanta (casa), Bologna (trasferta), Udinese e Torino (entrambe in casa). Complicato però, a questo punto della stagione, confrontare i diversi calendari delle squadre impegnate nella lotta salvezza, tra motivazioni diverse che potrebbero cambiare ogni settimana e combinazioni che potrebbero abbassare o alzare la quota utile per la permanenza in Serie A. Ciò che appare consolidato è il destino delle ultime due in classifica, Verona e Pisa, che appaiate a 15 punti – con nove di ritardo dal quartultimo posto – hanno ormai un piede e mezzo in cadetteria, lasciando dunque un solo posto vacante per la terza squadra che le accompagnerà tra le retrocesse. Posto occupato al momento da tre squadra a 24 punti (Lecce, Fiorentina e la Cremonese dell’ex Davide Nicola), con il Genoa in quindicesima posizione a 27 e quindi Cagliari e Torino a 30, mentre dal Parma con 33 in su difficile pensare che possa esserci una squadra che rientri nella lotta salvezza.
Precedenti
La situazione attuale, con tre squadre a pari punti al terzultimo posto, rappresenta un unicum nella storia recente della Serie A. Negli ultimi cinque campionati, infatti, dopo ventisette giornate non era mai accaduto di trovare tre concorrenti a pari punti a questo punto della stagione tra il sedicesimo e il diciottesimo posto, l’unico precedente con due squadre appaiate risale all’anno con Claudio Ranieri sulla panchina rossoblù (2023-24) quando proprio il Cagliari era a 23 punti assieme al Verona, con alle spalle il Sassuolo a 20 e la Salernitana a 14. Con il risultato che a retrocedere non furono né i sardi né i gialloblù, ma il Frosinone che dopo 27 turni aveva raccolto 24 punti e navigava una posizione sopra la coppia citata. Un unicum anche il bottino della terzultima a questo punto del campionato, superiore a tutti i cinque ultimi precedenti: nel 2020-21 era proprio il Cagliari al diciottesimo posto a 22, l’anno dopo stesso punteggio per il Venezia, nel 2022-23 era a 19 il Verona, quindi di nuovo Cagliari e Verona a 23 e, infine, nella passata stagione l’Empoli a 22. Un segnale di una quota finale più alta? Probabilmente no, perché se è vero che al momento le tre terzultime hanno più punti in classifica rispetto al recente passato, è altrettanto vero che con più squadre coinvolte difficilmente si potrà assistere a un exploit condiviso sia dal Lecce che dalla Cremonese che dalla Fiorentina. Basti pensare al prossimo turno di campionato, quando andrà in scena lo scontro diretto tra giallorossi e grigiorossi che, inevitabilmente, vedrà o una delle due restare a 24 o entrambe salire a 25, con la Fiorentina che ospiterà il Parma e proverà a lasciarsi indietro una delle due concorrenti. E la storia delle ultime cinque stagioni conferma l’improbabilità di uno scenario con le tre attualmente a 24 fare più di un punto a partita e arrivare, dunque, tutte almeno a 36. Nel 2020-21 il Cagliari terzultimo a 22 chiuse a 37 (15 punti in 11 partite), il Torino a 24 chiuse a 37 (13 punti), ma il Benevento a 26 chiuse a 33 (7 punti). Nel 2021-22 la Salernitana penultima a 21 chiuse a 31 (10 punti), il Venezia terzultimo a 22 chiuse a 27 (5 punti), il Cagliari da 25 arrivò a 30 (5 punti) e lo Spezia a 26 chiuse a 36 (10 punti). Nel 2022-23 il Verona a 19 chiuse a 31 (12 punti), ma allo stesso tempo lo Spezia – che poi perse lo spareggio proprio contro l’Hellas – passò da 24 a 31 punti (appena 7 in 11 gare). Nel 2023-24 il Cagliari da 23 arrivò a 36 (13 punti), il Verona fece addirittura meglio passando da 23 a 38 (15), ma il Frosinone passò da 24 a 35 (11). Infine la scorsa stagione l’Empoli partendo da 22 arrivò a 31 (9 punti), il Parma da 23 a 36 (13) e il Lecce da 25 a 34 (9). In sostanza, se da una parte è plausibile se non probabile che almeno una delle tre attualmente al terzultimo posto possa mettere a segno più di 11 punti da qui a fine campionato e, allo stesso modo, possa riuscirci anche una seconda, la logica e la storia dicono che è molto complesso che sia Lecce che Cremonese che Fiorentina possano raccogliere una media decisamente superiore a quella avuta per 27 giornate. Fissando dunque la quota salvezza tra i 34 e i 35 punti, quattro o cinque in più dell’attuale classifica del Cagliari di Pisacane. Fermo restando che, ça va sans dire, l’obiettivo dei rossoblù dovrà essere quello di andare oltre lo stretto necessario e, magari, raggiungere quota 40 senza dover guardare i risultati di chi segue in classifica.












