Dopo aver analizzato nella prima parte i numeri generali del Bilancio Ordinario d’Esercizio al 30 giugno 2025 del Cagliari Calcio, approvato lo scorso 21 novembre con una perdita di oltre 7,6 milioni di euro, passiamo agli aspetti relativi ai calciatori tra i costi e i ricavi portati dai singoli movimenti in entrata e in uscita, le plus e le minusvalenze, i valori residui a bilancio e non solo.
Premessa
Prima di sviscerare i diversi numeri è necessario riportare la premessa procedurale citata nel bilancio del Cagliari. Intanto il costo dei singoli calciatori che, come descritto dal club rossoblù nel documento, “è comprensivo degli eventuali oneri accessori di diretta imputazione, compreso il costo dei procuratori che hanno assistito la società e dei premi riconosciuti alla società cedente”. Un aspetto fondamentale che spiega, ad esempio, alcune minime differenze tra il prezzo noto e quello poi iscritto a bilancio, come nel caso dell’acquisto di Piccoli dall‘Atalanta. Un altro dettaglio importante riguarda i cosiddetti ammortamenti che il Cagliari ha deciso anche per il bilancio 2024-25 di adottare la tipologia a “quote costanti correlato all’intera durata del contratto”, precisando che “il piano di ammortamento originario può subire un prolungamento nell’ipotesi di un rinnovo anticipato del contratto rispetto all’originaria scadenza”. In sostanza un calciatore acquistato a prezzo X e che sottoscrive un accordo di durata Y, vedrà scalare il suo valore a bilancio ogni anno di un valore pari a X diviso Y. Aspetto che risulta decisivo nel momento in cui un giocatore viene ceduto, come spiegato proprio nel bilancio: “Con riferimento alle plusvalenze sulle cessioni vengono determinate come differenza tra il prezzo concordato per la cessione e il valore netto contabile alla data della cessione stessa”, così come “le minusvalenze sulle cessioni vengono determinate come differenze tra il prezzo di cessione e il valore netto contabile alla data della cessione stessa”. Come esempio illustrativo, se oggi il Cagliari dovesse cedere Luvumbo, per poter mettere a bilancio una plusvalenza non dovrebbe ricevere dalla squadra acquirente una cifra superiore al valore di acquisto iniziale dal Primeiro do Agosto pari a circa 934 mila euro, ma una superiore al valore attuale a bilancio al netto degli ammortamenti e, dunque, sopra i 200 mila euro. Un ultimo dettaglio tecnico è quello che “i diritti pluriennali sui calciatori non possono essere comunque iscritti a bilancio a un valore superiore a quello recuperabile alla fine dell’esercizio” e, per questo motivo, “i diritti relativi a Palomba, Scuffet, Catena e Achour sono stati oggetto di svalutazione nel corso dell’esercizio 2024-25 tenuto conto delle operazioni di cessione e/o risoluzione consensuale dei rapporti economici perfezionate durante la prima sessione di mercato dell’esercizio 2025/26″. Per Scuffet, il più impattante, una svalutazione pari a poco più di 300 mila euro, mentre alla stessa voce sono quasi 45 mila gli euro di svalutazione per Achour, 667 quelli per Palomba e poco più 3 mila per Catena.
Da Piccoli a Sulemana
Ogni bilancio diventa l’occasione per scoprire quanto è stato speso realmente – al di là delle indiscrezioni giornalistiche del tempo – per i singoli acquisti della sessione estiva del 2024 e per quella invernale del 2025, in sostanza nel periodo che va dal 1 luglio 2024 al 30 giugno 2025, ricordando che le cifre sono comprensive degli oneri accessori e, dunque, dei costi per agenti e intermediari. Discorso identico per le cessioni sia dal punto di vista economico – anche se le cosiddette commissioni sono a carico della società che compra – sia da quello temporale. Andando in ordine di spesa, dunque dal calciatore più costoso ai vari giovani portati in Sardegna con un investimento limitato, l’investimento messo a bilancio per Piccoli è stato di quasi 12,5 milioni di euro, quello per Caprile di 8,2 milioni con contratto fino al 2029, seguono Gaetano con 6,2 milioni (scadenza 2029) e Zortea con 5,3 milioni, quindi Adopo con quasi 4 milioni (2029), Luperto con poco più di 3,5 milioni (2028) e Felici con 2,1 milioni di euro (2029). Sotto il milione gli investimenti per Palomino (400 mila euro per costi di intermediazione, essendo arrivato da svincolato), per Sherri (360 mila euro, incluso il premio per la prima presenza in A), l’under 17 Santella dalla SPAL (60 mila euro e già passato al Napoli la scorsa estate), quindi Liteta (50 mila euro all’Athletico Lusaka), Mendy (15 mila euro all’ASC Bambey) e, infine, l’under 17 Farnese (6 mila euro all’Arezzo e svincolato a gennaio 2025).
Alla voce cessioni, invece, da registrare la plusvalenza ottenuta con il passaggio di Sulemana all’Atalanta (quasi 4,3 milioni, frutto della differenza tra la cifra investita dai nerazzurri di 7,4 milioni circa e il valore a bilancio al momento dell’affare pari a circa 3,1 milioni), quella per Makoumbou con il Samsunspor (quasi 760 mila euro, differenza tra l’1,4 milioni circa ricevuti e i 668 mila di valore netto contabile), quella per la cessione di Simonetta al Como (1,3 milioni circa, differenza tra i quasi 1,4 milioni versati dal Como e il valore residuo pari a 23 mila euro) e quella per il passaggio di Kourfalidis al Cosenza (215 mila euro, con l’acquisto da parte dei calabresi per 251 mila euro). Altri movimenti che hanno creato plusvalenze minori le cessioni di Hatzidiakos (1,52 milioni ricevuti dal Copenaghen per un più a bilancio di 115 mila euro), di Konate (100 mila euro pagati dall’Empoli per un più 89 mila), di Cusumano (100 mila euro dalla Vis Pesaro, plusvalenza netta visto il valore di 0 a bilancio), di Delpupo (95 mila euro dal Sint Truiden con un più 59 mila circa) e, infine, di Biancu (10 mila euro, plusvalenza netta) ed Egharevba (5 mila euro dal Modena, plusvalenza netta). Non solo proventi da cessione, perché il Cagliari ha anche ricavato poco più di 500 mila euro dai quattro prestiti: 200 mila dalla Sampdoria per Veroli, 100 mila dall’Austria Vienna per Prelec e altrettanti dal Modena per Idrissi e 142,5 mila dal PAOK Salonicco per Wieteska. In più sono entrati nella casse rossoblù 2,7 milioni di euro come premi di valorizzazione e rendimento calciatori (i cosiddetti bonus di precedenti cessioni), 200 mila euro di “sell-on fee” (la classica percentuale sulla futura rivendita) e 187 mila euro per i contributi di formazione. Passando alle minusvalenze, sono stati “persi” 438 mila circa dalla cessione di Lapadula allo Spezia (che con un valore a bilancio di circa 750 mila euro presuppone una cessione per circa 300 mila euro) e di 216 mila euro dal passaggio di Azzi alla Cremonese (circa 50 mila euro ricevuti dai grigiorossi contro un valore a bilancio di circa 265 mila). Come di consueto, all’interno del Bilancio al 30 giugno, sono menzionati anche i “Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio”, con la decisione di risolvere il contratto con Davide Nicola con una stagione d’anticipo e l’affidamento della guida tecnica per il 2025-26 a Fabio Pisacane con un accordo fino al 30 giugno del 2026 che prevede il rinnovo automatico al 2027 in caso di conseguimento della salvezza. Sono stati ingaggiati a titolo definitivo Esposito, Borrelli, Belotti, Zé Pedro e Rodriguez, mentre sono state portate a termine le acquisizioni temporanee con diritto di opzione di Folorunsho, Kılıçsoy e Mazzitelli e, infine, senza opzione, di Palestra. In uscita si segnalano le cessioni temporanee con diritto di riscatto di Prelec all’Oxford, Wieteska al Kocaelispor, Sherri al Frosinone (rientrato a Cagliari dopo l’approvazione del Bilancio) e Veroli al Palermo, mentre tra le cessioni a titolo definitivo di maggior rilievo si evidenziano quelle di Piccoli alla Fiorentina, Zortea al Bologna, di Marin all’AEK Atene e di Scuffet al Pisa.













