Il Vanni Sanna fa schifo, e la colpa è tua! No, tua! Più o meno il livello comunicativo-politico dell’ultima settimana ha assunto intorno a Sassari questi toni. Proprio nella settimana forse più serena della stagione dal punto di vista sportivo per la Torres di Alfonso Greco, reduce dalla bella vittoria esterna contro la Sambenedettese e mai così vicina, da mesi, alla salvezza diretta nel girone B di Serie C.
La situazione
Pare evidente che il braccio di ferro politico (a livello regionale) sia sterile, come spesso accade a tutto ciò che resta propaganda e non diventa fatto concreto. Che il Vanni Sanna sia un impianto completamente da rinnovare non ci sono dubbi. Ma almeno da 20-30 anni a questa parte. Per restare stretti. Che la Regione in questi mesi abbia stanziato una serie di fondi (poco più di un milione di euro) per alcuni interventi necessari all’agibilità è altrettanto vero. Sono stati programmati i lavori per il rifacimento dell’impianto luci e degli ingressi in sicurezza della gradinata per renderla omologata alla categoria. Oltre alla creazione di un’area cuscinetto tra il Torres Tennis e l’impianto di calcio. Che fossero pronti altri 12-13 milioni consequenziali a dei progetti di ammodernamento dell’impianto è altrettanto vero.
Per i fondi serve un progetto
E qui bisogna mettere i puntini sulle i. Si parlava di fondi relativi a dei progetti. Progetti che la società proprietaria della Torres e il Comune avevano iniziato nel tempo a delineare. Senza progetti però non si ottengono finanziamenti. Non è mai esistito, né per lo sport né per qualsiasi altro settore che arrivassero dalla politica dei soldi dall’alto con il solo messaggio: “spendeteli come meglio credete”. Sì ma il Cagliari ha ricevuto (riceverà sarebbe meglio dire) 50 milioni di euro. Verissimo, anche vero che il Cagliari ha portato alla Regione e ai suoi enti di verifica un progetto per un nuovo impianto da 218 milioni di euro totale. Allo stesso modo se il club attualmente proprietario della Torres o il Comune presenteranno un progetto per un nuovo impianto, finanziato parzialmente da mamma Regione, appare impensabile che ricevano una serranda chiusa come risposta.
Il manto erboso
L’impressione da fuori è che si voglia trasformare una verità oggettiva, il Vanni Sanna è un vecchio totem dello sport isolano che ha profondo bisogno di rinnovamento, in una verità parziale, ovvero: il terreno di gioco del Vanni Sanna fa schifo e la Regione ha dato 50 milioni al Cagliari e nulla a Sassari. Che il terreno di gioco del Vanni Sanna sia al limite della praticabilità, specie dopo uno degli inverni maggiormente piovosi degli ultimi anni, è una realtà sotto gli occhi di tutti. Nessuno può voltare la testa dall’altra parte. Se anche la politica regionale è arrivata a denunciare la possibilità che la Torres debba abbandonare il suo stadio già in questi mesi per le condizioni del terreno di gioco d’altronde un motivo ci sarà. Non va dimenticato però che l’impianto e il terreno di gioco fanno parte della stessa struttura ma sono due cose separate. Il campo è in gestione alla società Torres e i problemi del terreno dipendono da vari fattori. Dal clima e dalla sua manutenzione. Per esempio. E non va dimenticato che fino a qualche anno fa proprio il manto erboso era una delle pochissime cose buone del Vanni Sanna, con la società attuale che si è adoperata tanto per provare nel suo a rimettere in ordine uno stadio vittima dell’abbandono decennale della politica. La stessa politica che ora strilla da una parte e dall’altra, quando alla Torres intesa come ambiente servirebbe solo serenità e magari una mano a creare dei progetti che portino a dei finanziamenti, senza parlare di soldi presi, dati e piovuti dal cielo. In un discorso che alimenta pagine di giornali, commenti al bar e sui social ma che nella pratica, altrimenti, resta vano. E magari provando a ricordare all’amministrazione attuale cittadina della promessa fatta per la creazione del nuovo manto erboso quasi un anno fa. In un iter che dovrà correre nel reperire i fondi e approvare progetti se si vuole davvero risolvere la situazione in estate e non rimandare palla lunga.












