Il più classico dei non c’è due senza tre. Se le vittorie contro Treviso e Cremona, squadre che vivono evidenti settimane di difficoltà ambientali e tecniche anche se i lombardi hanno ritrovato il successo proprio contro i veneti, la gioia vissuta sabato sera contro Trapani è totalmente diversa: una gioia in senso lato quella della Dinamo Sassari, visto che la sensazione di aver conquistato due punti che blindano di fatto la categoria, è stata amplificata anche dal fatto di aver battuto la capolista della Serie A, matricola terribile che punta a fare lo sgambetto alle big, davanti a un Pala Serradimigni caloroso ed entusiasta.
Gruppo e carattere
Non era affatto facile fare tris di vittorie, non solo per la qualità innegabile di Trapani. Ancora orfani del centro titolare Halilovic, i biancoblù hanno offerto una prestazione fatta di voglia e di solidità, esattamente quello che aveva chiesto Massimo Bulleri nella conferenza dell’anti-vigilia. Con due successi contro rivali dirette della parte destra della classifica, sarebbe stato facile accontentarsi ma Bendzius e compagni hanno dimostrato che questa Dinamo vuole quanto meno finire al meglio una stagione tribolata. Sul successo c’è senz’altro la firma del coach di Cecina che non solo ha infondato calma nei momenti delicati della gara, ma ha preparato una difesa che ha messo la sabbia negli ingranaggi dei siciliani. Una zona match up molto fluida eseguita magistralmente dai suoi che ha fatto sì che Trapani non andasse sopra gli 80 punti realizzati, a fronte di una media stagionale di 94 in campionato; chiaro, le percentuali (12/32 da oltre l’arco) non hanno sorriso per gran parte della gara a Robinson e compagni, ma è anche merito della difesa biancoblù l’aver tenuto a bada l’attacco di Repesa. Nell’altra metà del campo ha poi pagato la soluzione del doppio playmaker; la filosofia di Bulleri e l’arrivo di Weber (non ancora appariscente in fase realizzativa) hanno dato più fluidità all’attacco e, complice la volontà e anche il piacere di passarsi la palla, sono stati molti i tiri aperti e le conclusioni facili per i biancoblù. Fobbs e Bendzius hanno trovato il canestro con grande facilità, ben spalleggiati dall’animo italiano della squadra: Cappelletti e Veronesi sono stati autori di una prestazione di personalità, senza alcun timore di prendersi tiri e responsabilità, mentre Vincini e Tambone hanno fatto una prova di applicazione difensiva notevole, e poco importa se il referto finale recita una virgola alla voce punti per entrambi. Bene anche Bibbins e Thomas, tutte e due in doppia cifra, con Trapani più importanti per gli equilibri e l’energia della squadra che in fase realizzativa.
Futuro
Con tre vittorie consecutive la situazione in classifica della Dinamo ora sembra non preoccupare più. Certo, la matematica non ha ancora messo il sigillo sulla salvezza ma già un risultato positivo a Pistoia nel prossimo turno (domenica 6 aprile ore 17.30) potrebbe chiudere definitivamente i conti, anche se in maniera non ufficiale. Di sicuro adesso però i sorrisi si sono allargati rispetto a qualche settimana fa in casa Sassari, senza più una paura folle di precipitare nei fondacci della classifica e lottare fino alla fine per la permanenza nella categoria. La serenità con cui i biancoblù hanno affrontato Trapani, superando anche un avvio difficilissimo, è stata evidente ed è sintomo che si può affrontare anche la restante parte di campionato senza pressione, quasi con incoscienza. Componenti che però forse sarà necessario mettere un po’ da parte per la sfida del Pala Carrara di domenica per evitare di far comparire qualche fantasma negli ultimi cinque incontri. Ma le tre vittorie consecutive lasciano anche qualche spazio a dei rimpianti: la storia non si fa con i se e con i ma, certo, ma la stagione della Dinamo sarebbe anche potuta svoltare un po’ prima e magari senza i ko con Napoli, Scafati e Venezia, si sarebbe potuto parlare di un treno playoff ancora più che raggiungibile, con la distanza attuale di 8 punti dall’ultimo vagone che ormai sembra incolmabile. Il Banco avrà comunque l’obbligo di provarci in caso di defaillance di chi lo procede con la consapevolezza che in caso di successo in Toscana, la stagione sarebbe comunque finalmente in discesa per una Dinamo che potrebbe anche già guardare alla prossima stagione. Ripartire dallo staff tecnico e dalla sua filosofia dopo il successo con Trapani non sembra poi un’idea tanto campata per aria, ma è ancora presto per queste valutazioni. Ci si penserà dall’11 maggio (Pasquini docet).
Matteo Porcu