“È stata la partita che andava fatta, sia a livello di prestazione che di risultato”. Così iniziava il pezzo di ripresa dello scorso 6 gennaio firmato dal sottoscritto dopo Monza-Cagliari 1-2, match d’andata e prima gara del 2025 per i rossoblù di Davide Nicola che arrivavano da un dicembre nero, con più di qualche fantasma sopra la testa di Pavoletti e compagni.
Missione compiuta
Un concetto, quello “dell’aver fatto il proprio dovere” che ben si può utilizzare anche per la gara di ritorno tra rossoblù e brianzoli, terminata con un secco 3-0 per i padroni di casa allenati da Nicola. Che, per l’appunto, hanno giocato la partita che dovevano fare stando attenti alle possibili trappole lasciate per strada da un Monza che, per pregi e difetti, ha confermato ancora una volta i controsensi di una stagione da dimenticare. Sì, perché la squadra di Nesta non è venuta in Sardegna a fare da vittima sacrificale: pur nella solita emergenza, dovuta soprattutto a un mercato in uscita sanguinoso dal punto di vista di esperienza e qualità, i biancorossi hanno provato a mettere la gara sul piano dell’aggressività e del nervosismo. Il Cagliari ha accettato la sfida, gestendosi in maniera oculata – salvo forse il doppio giallo rischiato da Luperto nel primo tempo – e ha atteso il momento giusto per fare male. Andando vicino al vantaggio fin dai primi minuti con Viola, che a inizio ripresa si è fatto perdonare l’erroraccio del 7′ con un colpo di testa da bomber vero, che per importanza potrebbe ricordare la rete segnata all’Atalanta nella scorsa stagione. Un segnale dell’allineamento degli astri a favore dei rossoblù, dato che l’1-0 è stato segnato dal giocatore che fino a quel momento forse era stato il peggiore in campo, che invece ha saputo sfruttare il surplus di fiducia concessagli da Nicola che ha inserito il suo omologo Gaetano all’ora di gioco e non all’intervallo, come forse logica avrebbe richiesto. Invece il “rischio” corso dal tecnico di Vigone è stato ripagato dalla rete che ha messo definitivamente la partita sui binari del Cagliari, senza più alcuna discussione. Il Monza ha confermato la difficoltà in fase difensiva, specie sulle palle alte (17° gol subito su colpo di testa) e quelle inattive (13°, primo su punizione diretta). Il 2-0 di Gaetano e il definitivo tris di Luvumbo hanno messo in ghiaccio una gara che i rossoblù hanno meritato di portare a casa con autorevolezza.
Cammino
Con il successo sui brianzoli di Nesta – ormai condannati alla retrocessione salvo un vero e proprio miracolo – il Cagliari si è portato a quota 29 punti in 30 giornate, con il 15° posto in classifica. Una situazione tutto sommato positiva, con alle porte la trasferta in casa di un Empoli incerottato e con la testa alla Coppa Italia in cui dare la definitiva sterzata alla stagione. Quanto raccolto sul campo dai rossoblù è per ora meglio di quanto fatto segnare un anno fa dalla gestione Ranieri (27 punti, 16° posto) ma, in generale, in linea con quanto fatto nel decennio a presidenza Giulini a questo punto della stagione. Tolta la gestione Maran (33 punti e 13° posto nel 2018-19, addirittura 39 e 11° posto dodici mesi dopo), solo Rastelli ha saputo fare meglio nel 2016-17, con 35 punti e 13ª posizione in graduatoria, con i rossoblù che fecero un’ottima figura da neopromossi. C’è un dato però che ritorna in questa particolare statistica: così come nella stagione in corso anche nel 2017-18, ovvero la seconda dopo il ritorno in Serie A post retrocessione, i punti dopo 30 giornate erano 29, con il 16° posto in classifica. Era il Cagliari di Diego Lopez, subentrato a Rastelli, che si salvò solo all’ultima giornata a quota 39 grazie alla vittoria interna sull’Atalanta, che fece seguito a quella sulla Fiorentina del turno precedente, con 6 punti consecutivi e preziosissimi in una lotta salvezza al rialzo, in cui alla fine ebbe la peggio il Crotone di Walter Zenga insieme a Verona e Benevento. Tante similitudini, ma il Cagliari di oggi dovrà far di tutto per non ripetere quell’escalation negativa che portò allora Pavoletti e compagni a occupare la terzultima posizione a due giornate dalla fine. Come? Semplice, andando a vincere a Empoli. Tre punti sarebbero fondamentali con sette partite ancora da giocare, perché il successo porterebbe il Cagliari al momentaneo +9 sui toscani di D’Aversa, ipotecando in anticipo una bella fetta di salvezza. “Tra il dire e il fare”, però, come dice il proverbio, “c’è di mezzo il mare”: quel Mar Tirreno che Nicola e i suoi ragazzi attraverseranno per andare a fare la partita come poco più di un anno fa, quando la squadra di Ranieri sbancò il Castellani con l’unica rete di Jankto con la maglia rossoblù. Quel giorno, il 3 marzo 2024, in campo con la maglia azzurra c’erano Caprile, Luperto e Marin, mentre in panchina sedeva lo stesso Nicola. Che al termine del match parlò di “Sconfitta che fa rosicare”: l’obiettivo sarà quello far ripetere “la rosicata” ai padroni di casa, stavolta però con in volto lo stesso sorriso avuto quel giorno dal suo predecessore.
Francesco Aresu