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L’Analisi | Ilvamaddalena, balzo salvezza. In coda l’aria si fa rovente

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Altra giornata in archivio per le squadre sarde impegnate nel girone G della Serie D. L’Ilvamaddalena continua la sua marcia verso la salvezza con i ragazzi di Acciaro che si sono imposti per 2-0 contro la Puteolana. Termina 1-1 il derby tra Costa Orientale Sarda e Olbia con un punto dal doppio sapore per entrambe. Stesso risultato anche per il Latte Dolce dello squalificato Michele Fini nello scontro diretto contro l’Anzio. Unica isolana sconfitta l’Atletico Uri di Massimiliano Paba che, nonostante la prestazione incoraggiante contro il Guidonia, cede nel finale alla maggiore qualità dei laziali.

Ilvamaddalena

Quarta vittoria consecutiva, 16 punti nelle ultime sette giornate e provvisorio decimo posto in classifica. Se è un “magic moment” o no sarà solo il tempo a dirlo, ma intanto gli Acciaro boys si godono uno stato di forma mentale e fisica straripante: regolano 2-0 la Puteolana indirizzando la gara dopo 10’ e chiudendola al 60’, reti di Dessena e Okitokandjo, contiene in modo ordinato e sicuro la reazione campana e chiude la gara divorando almeno altre due chiarissime palle gol, sempre con Okitokandjo. Confrontare la classifica di metà febbraio, coi biancocelesti erano adagiati sul fondo della classifica, con oggi in cui i leoni isolani sono la prima sarda della pattuglia di D e con un gioco da far brillare gli occhi sembra impossibile parlare della stessa stagione. Inutile nascondere l’elefante nella stanza: Izzillo in mezzo al campo ha trasformato tutti i compagni, dando sicurezza nei momenti di difficoltà e dettando sempre un tocco utile. Con questa premessa lodi a profusione anzitutto per mister Acciaro, capace di mettere in campo squadre logiche e pratiche, facendo volare i vari Attili, Dessena, Bolo, molto bene gli esterni Vitelli e Glino, grande sicurezza nella retroguardia per il blocco ManisBonuDiPietro, da leggere proprio tutt’attaccato per dare l’idea di un reparto compatto e unito, col portiere fondamentale nel finale del primo tempo con un paio d’interventi importanti per tenere il vantaggio. Discorso a parte per il centravanti Steve Okitokandjo da Harleem. Il lavoro per la squadra è ineccepibile e il gol del 2-0 è una danza di forza fisica e capacità tecnica nel tracciare il diagonale sul palo più lontano. Peccato, tuttavia, per le due occasioni clamorose mancate sul finale che avrebbero potuto rendere ancora più rotondo il risultato. La speranza, dalle parti dello Zichina, è che li abbia risparmiati per il prossimo turno, perché anche a Cassino quest’Ilva ha tutte le intenzioni di provare a prendere altri punti pesanti per centrare la salvezza e blindare il centroclassifica. (c.i.)

Olbia
Un pari che accontenta a metà quello conquistato dall’Olbia dello squalificato Zé Maria sul campo del Costa Orientale Sarda. Una gara che si è messa in salita, con i padroni di casa abili nel trovare la rete del pari, ma che i galluresi sono stati bravi nel portare verso i giusti binari. Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Entrambi. Guardando l’1-1 di Tertenia in maniera positiva il punto conquistato è un punto che muove la classifica e che permette a Ragatzu e compagni di rimanere nelle acque calme della classifica e di vivere, almeno in termini di campo, una settimana tranquilla. Se si analizza il pari di ieri 30 marzo è un risultato che sa tanto di occasione sprecata per fare punti importanti e vivere con maggiore serenità un rush finale di stagione che vedrà i bianchi alle prese con diversi scontri difficili in particolare nelle ultime tre giornate della stagione regolare: rispettivamente contro Sarnese (in casa), Atletico Uri (al Ninetto Martinez) e Gelbison (in Campania). Due facce di una stessa medaglia che, considerando la difficilissima prima metà del campionato, lasciano comunque sensazioni positive e fanno ben sperare in chiave salvezza. Due punti di distacco dalla zona playout che guardando il trend delle inseguitrici valgono tanto, ma allo stesso tempo non consentono passi falsi in particolare nelle prossime due sfide: ovvero il match casalingo contro il Cynthialbalonga e la trasferta di Terracina contro l’ultima in classifica. Gare in cui fare punti importanti senza sé e senza ma, perché la priorità dovrà essere quella di portare la barca in porto ed evitare il rischio di dover andare a caccia della salvezza contro squadre che nel finale si giocheranno il tutto per tutto chi per un obiettivo o chi per l’altro. (a.o.)

Latte Dolce
Un punto che lascia un po’ di rammarico per i biancocelesti quello conquistato di fronte al proprio pubblico contro l’Anzio. Uno scontro diretto in cui i sassaresi erano chiamati alla vittoria per risalire la china in classifica, in una gara che però ha visto il Latte Dolce costretto a inseguire per evitare un ko che sarebbe stato dolorosissimo in termini di classifica. Alla fine tutto è bene quel che finisce bene con l’1-1 finale che consente ai ragazzi di mister Michele Fini di mantenere una lunghezza di distanza dalle acque calde della classifica, anche grazie ai risultati delle altre dirette pretendenti alla salvezza. Rammarico, come detto, che si legge in particolare dalle parole del vice-allenatore dei biancocelesti Giuseppe De Nisi che ha predicato sia il bastone che la carota: elogiando i suoi per l’impegno profuso, ma allo stesso tempo ponendo l’attenzione sui diversi errori commessi che non hanno permesso ai sassaresi di portare a casa l’intera posta in palio. Analisi lucida che strizza l’occhio al futuro, in particolare al leitmotiv stagionale: ovvero il tabù trasferta da sfatare. Un ostacolo importante da superare più con la testa che sul campo, con lo scontro diretto in casa del Real Monterotondo che dirà tanto sul percorso verso la salvezza dei sassaresi. Sia per il valore dei punti in palio, sia guardando al calendario che da qua al termine della stagione regolare dovranno affrontare Cabeccia e compagni. Cassino a Sassari, Trastevere a Roma, Atletico Lodigiani in casa e Paganese in Campania, un percorso (dopo la trasferta laziale) fatto di scontri diretti e sfide contro squadre di altissima classifica che rendono ancora più necessario conquistare i tre punti in occasione del prossimo turno. Quello alle porte è un momento decisivo per un Latte Dolce chiamato a un cambio di marcia per conquistare una salvezza fondamentale per il progetto costruito in via Leoncavallo durante questa estate. (a.o.)

Atletico Uri
“Ci dobbiamo credere, ho una grande fiducia nel gruppo e nei ragazzi, sono sicuro che ci daranno grande soddisfazione. Crediamo ancora nella salvezza diretta”. Sono queste le parole del patron dell’Atletico Uri Gavino Satta al termine della sfida persa per 1-2 contro il Guidonia ieri, domenica 30 marzo. Un tentativo, l’ennesimo, di scuotere l’ambiente e lo spogliatoio sempre più sotto pressione data la difficile situazione in classifica. La gara di ieri è stata un’altra dimostrazione che i giallorossi sono in grado di giocare alla pari contro chiunque, ma allo stesso tempo sono tre le sconfitte consecutive rimediate. Dopo un avvio di 2025 incoraggiante, dalla sconfitta incassata per mano dell’Ilvamaddalena sono iniziate le difficoltà. E dire che la gara è iniziata nel migliore dei modi, con il vantaggio di Demarcus che aveva fatto presagire una svolta. Non solo per la rete segnata, ma anche per il verso che stava prendendo la sfida con i giallorossi abili nel contenere gli avversari e creare pericoli a una difesa fisica e arcigna come quella del Guidonia. Poi la qualità e la maggiore cattiveria dei laziali è venuta fuori con l’episodio del rigore che ha cambiato l’inerzia del match e dato la scossa emotiva agli ospiti e gli ha permesso di trovare al 73′ il gol del definitivo vantaggio con Parisi. Un ko sulla carta lecito, ma che allo stesso tempo brucia parecchio per quanto visto in campo ma in particolare in termini di classifica. Il divario dalla zona salvezza è di 4 punti, una distanza assolutamente colmabile a cinque giornate dalla fine in cui l’Atletico Uri sarà padrone del proprio destino considerati gli scontri diretti a cui è chiamato. Prima la difficile trasferta contro il Trastevere, poi la gara in casa contro il Real Monterotondo. Due gare in cui sarà vietato sbagliare per continuare a crederci: sei punti per arrivare al meglio al trittico di sfide finali contro Paganese, Olbia e Atletico Lodigiani che decideranno l’esito di questa stagione regolare. (g.m.)

Costa Orientale Sarda
Un punto che muove la classifica ma che allo stesso tempo non accontenta quello conquistato di fronte al proprio pubblico contro l’Olbia di Zé Maria. Una gara ben approcciata dai gialloblù: bravi nel portarsi in vantaggio, ma meno nel difendere un risultato che sarebbe stato preziosissimo considerato quanto fatto dalle dirette concorrenti alla salvezza. Rammarico sì, ma allo stesso tempo serve guardare con positività ai prossimi cinque impegni di campionato perché ancora nulla è perduto. Sono infatti 3 le lunghezze che separano i sardi dalla zona playout, con un calendario che alla prossima giornata metterà di fronte Demontis e compagni il Terracina ultimo in classifica. Una sfida cruciale e fondamentale da giocare di fronte al proprio pubblico, fattore non di poco conto se si considera il rendimento interno del recente periodo con il Cos che nelle ultime cinque gare ha collezionato 3 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta. Dopo il match con i laziali in poi il percorso non sarà dei più agevoli, prima il Savoia (fuori casa), poi il Cynthialbalonga (a Tertenia), la Gelbison capolista in Campania e infine la Sarnese di fronte al proprio pubblico. Vero sfide impegnative che però, guardando al valore della rosa dei sarrabesi-ogliastrini, sono alla portata. Serve crederci, remare tutti nella stessa direzione e provare nel rush finale a trasformare un incubo in un sospiro di sollievo. (a.o.)

La Redazione

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