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Dinamo Sassari, a Reggio Emilia una preoccupante falsa ripartenza

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Just an Illusion? No, non ci riferiamo alla famosa hit del 1982 degli Imagination che ancora qualcuno ricorda ancora oggi, con dei suoni e sfumature tipiche degli anni ’80 che hanno ispirato la pop music per anni a venire, ma a una partita che settimana dopo settimana sembra poter assumere questi connotati. Il successo della Dinamo Sassari contro la Virtus Bologna del 26 gennaio sembra un unicum di una stagione biancoblù che anche a Reggio Emilia, alla ripartenza del campionato, non sembra poter cambiare, e che anzi potrebbe complicarsi ulteriormente se non ci saranno reazioni nelle prossime partite.

Spegnersi
Eppure le cose al Pala Bigi sembravano partite bene con un primo quarto di livello della squadra di Massimo Bulleri. Approfittando della lunga pausa che ha permesso di recuperare le energie di qualche giocatore, al rientro dei nazionali Sokolowski, Bendzius, Gazi e Halilovic, il gruppo biancoblù ha potuto allenarsi al gran completo e con una certa intensità, come confermato dallo stesso polacco e dal coach nella conferenza stampa dell’antivigilia. Un approccio buono, le rotazioni allargate, una tutto sommato buona prova sotto le plance e una certa intensità, avevano fatto sì che il primo quarto della Dinamo Sassari sia stato illusorio: minuto dopo minuto la squadra di Priftis ha colpito con le sue armi e uomini migliori cresciuti di rendimento e di percentuali (vedi Cheatam e Barford) sorpassando prima dell’intervallo i biancoblù che hanno limitato i danni in chiusura del primo tempo con alcuni canestri di fila. L’uscita dallo spogliatoio è stata terribile: la UnaHotels ha preso il volo, con l’attacco della Dinamo che si è affidato senza successo a soluzioni perlopiù individuali che hanno portato a malapena 21 punti negli ultimi due quarti. Il risultato è stato la peggiore prova offensiva della stagione con appena 58 punti a referto, dovuti non solo alle scarse percentuali (28% dal campo) ma anche all’incapacità di passarsi il pallone. “Abbiamo avuto un atteggiamento difficilmente comprensibile rispetto a quanto fatto nei primi due quarti. Tanti possessi giocati in meno e il numero dei rimbalzi sono significativi, così come gli assist, con questi ultimi che sono scomparsi nel finale. A testimonianza che non siamo riusciti a generare praticamente nessun tipo di gioco”- il commento di coach Bulleri in sala stampa che può prendersi come piccole note positive della gara alcuni lati confortanti delle prove dei suoi due lunghi, Halilovic e Thomas.

Svolta cercasi
Ora la Dinamo Sassari non può che guardare quasi solamente negli specchietti retrovisori in quest’ultimo terzo di campionato. Il treno playoff sembra ormai definitivamente partito, lasciando a terra per un altro anno una squadra che non permetterà ai suoi tifosi di godersi l’adrenalina di una post-season a cui si era abituata negli anni. Gli otto punti che separano attualmente dall’ottavo posto sembrano difficilmente colmabili per un Banco di Sardegna che sarebbe obbligato a vincere tutti (o quasi) gli incontri da qui alla fine della stagione regolare, sperando in qualche crollo là davanti. Uno scenario che sembrerebbe quasi impossibile per una Sassari che deve per forza focalizzarsi partita dopo partita e cercare di non farsi coinvolgere nella lotta per non retrocedere. I tre fanalini di coda Pistoia, Napoli e Cremona sono distanti solo quattro punti e la coppia composta da Varese e Scafati si trova appena due punti sotto la squadra sarda: tutte squadre capaci di colpi a sorpresa, vedi Pistoia sul campo di Napoli nell’ultimo turno (squadra che sembrava “guarita” dalla cura Valli) o come quello di qualche settimana fa di Cremona contro una delle capolista Trento. Schegge impazzite che potrebbero rendere complicato un finale di campionato per Sassari che già domenica 9 marzo contro gli eterni rivali della Reyer Venezia devono dare risposte per evitare che una stagione fin qui insipida e dimenticabile, si possa trasformare in qualcosa di peggiore.

Matteo Porcu

 
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