Prima la vittoria in rimonta contro la Roma capolista in campionato, poi il secco 2-0 rifilato alla Juventus nella semifinale di Coppa Italia. Due successi di prestigio nell’arco di pochi giorni per il Cagliari Primavera allenato da Fabio Pisacane, chiamato ora a scrivere l’ultima pagina di storia il prossimo 9 aprile, quando all’Arena Civica di Milano sfiderà il Milan nella finale di Coppa Italia Primavera.
Unità
Se la prestazione contro i giallorossi era stata il primo indizio del magic moment vissuto da Vinciguerra e compagni, quella di ieri mercoledì 12 marzo contro i bianconeri di Magnanelli è stata la conferma. Il 3-5-2 proposto da Pisacane nelle ultime gare ha dato le risposte giuste al tecnico partenopeo, da tutti i reparti. La difesa ha tenuto a secco l’attacco juventino, con Iliev che ha dovuto fare praticamente una sola parata in tutta la gara, mostrando ancora una volta i suoi riflessi sulla conclusione da fuori di Savio. Per il resto Cogoni, Pintus e Franke – in ordine da destra a sinistra – hanno giocato una partita di grande attenzione e lucidità, limitando il palleggio bianconero aiutati anche dall’ottima prova del centrocampo, sia con il trio titolare formato da Marcolini, Liteta e Balde che con i subentrati. Il primo, che ha giocato davanti agli occhi del padre Michele, ex centrocampista del Chievo, ha giostrato prima da play e poi da mezzala, alternandosi nei compiti con il sempre più funzionale Liteta: a mettere corsa, grinta e filtro ci ha poi pensato “Mimmo” Balde, cresciuto alla distanza e autore di un secondo tempo pressoché perfetto. Che dire poi dell’attacco? Se contro la Roma ci avevano pensato Achour e Trepy a trovare il gol, contro la Juventus è stato il turno della coppia titolare, ovvero Vinciguerra e Bolzan. Costantemente pericolose nel primo tempo, le due punte rossoblù nella ripresa hanno calato l’uno-due che è valso la finale: il capitano ha prima firmato il vantaggio con una ripartenza micidiale, trovando l’incrocio più lontano con un destro terra-aria che ha beffato Zelezny, poi ha messo in mezzo il pallone su cui è arrivato il penalty poi trasformato da Bolzan. La superiorità numerica ha fatto il resto, con il Cagliari che ha saputo controllare il match da padrone assoluto del gioco, andando vicino al tris in più di un’occasione.
Atteggiamento
Quello che ha colpito è stato sicuramente l’approccio alla gara avuto dai giovani rossoblù, partiti a mille e sfiorando almeno tre volte il gol nei primi minuti di gara. Quasi una sorta di avvertimento per quello che sarebbe poi accaduto nella ripresa, quando alla prima vera occasione Vinciguerra ha colpito. Attenzione e sicurezza nei propri mezzi, come già visto contro la Roma nell’ultima di campionato, da parte di tutti i giocatori cui Pisacane si è affidato per queste due difficili gare. E le risposte sono state tutte positive, a dimostrazione della forza mentale e dell’unità di un gruppo che vuole lasciare un segno nella storia del Cagliari Primavera. Mercoledì 9 aprile a Milano l’occasione di scrivere una nuova, indelebile pagina negli annali rossoblù: avversario in finale di Coppa Italia sarà il Milan, che con tutta probabilità ricorrerà ai talenti spesso aggregati e utilizzati tra Prima squadra e Milan Futuro, che sta lottando per evitare la retrocessione nel girone B di Lega Pro. Da Camarda a Liberali, fino a Sia e Bartesaghi: tutti elementi già proiettati nel calcio dei grandi, che potrebbero però essere dirottati in Primavera per rinforzare il gruppo allenato da Guidi. Per il Cagliari, invece, sarà un’occasione unica per imprimere il proprio nome nell’albo d’oro della competizione, ma soprattutto per coronare un lavoro che dura da anni e che finora non ha visto arrivare in casa rossoblù trofei a certificare la bontà dei risultati ottenuti. Non solo per il gruppo, ma anche per gli individui: tra chi potrebbe andare a rinforzare la Prima squadra di Davide Nicola fino allo stesso Pisacane, che a 39 anni e dopo due sole stagioni in panchina si gioca il primo trofeo della sua carriera da allenatore. All’Arena Civica non sarà semplice per i rossoblù, ma lo spazio per fare bene c’è tutto. Strategia e cuore, insieme alla forza di un gruppo che fin qui ha già dimostrato in gara secca di poter fare risultato contro chiunque. E scusate se è poco.
Francesco Aresu