Forza mentale, spirito di gruppo, ambizione. Sono tutte doti che il Cagliari Primavera di Fabio Pisacane ha messo in mostra sabato 8 marzo nel 2-1 interno contro la Roma, capolista in solitaria del campionato Primavera 1.
Risposte
Giudizio troppo ottimista? Può anche darsi, ma quando vinci in rimonta, dopo aver preso un gol sfortunato dopo pochi minuti dal fischio d’inizio, peraltro dopo aver impostato un turnover ragionato in vista della semifinale di Coppa Italia contro la Juventus, allora non può essere solo frutto di ottimismo e positività. Perché la prestazione dei giovani rossoblù contro i giallorossi è stata davvero di grande livello. Pisacane ha scelto un 3-5-2 solido e attento, con il rientrante Langella sulla sinistra che rappresentava un’incognita, dopo i tanti mesi passati ai box per un brutto infortunio. La risposta è arrivata dalla prova dell’ex Sampdoria: l’assist per l’1-1 di Achour è solo la punta dell’iceberg di una prestazione sicura e di personalità, tanto da meritarsi i complimenti del suo allenatore a fine partita. Un punto di ripartenza per il 2005 campano, arrivato in Sardegna per sostituire Idrissi ma fermato a lungo dai problemi fisici: ora la sua voglia di essere protagonista potrebbe fare molto comodo a Pisacane in un rush finale in cui la Coppa Italia rappresenta un’occasione per scrivere un’importante pagina di storia per il Cagliari Primavera. Ma quella contro la Roma è stata la vittoria del gruppo: Achour è tornato mortifero sottoporta, portando tanta “garra” e lavoro sporco alla squadra, diretta in modo perfetto da Marcolini in regia, assistito da un Malfitano di nuovo titolare e pronto a cogliere l’occasione concessagli per dimostrare di essere sul pezzo. Il reparto difensivo ha poi fatto capire perché è il meno battuto dell’intero campionato con 33 reti: il gol della Roma è arrivato solo sugli sviluppi di un calcio piazzato, deviato fortuitamente da Trepy. Che si è poi prontamente rifatto segnando il definitivo 2-1, sfruttando in ripartenza le sue armi migliori, velocità e fisicità. Per il resto, Pintus e soci hanno ben controllato gli attaccanti giallorossi, senza patire troppo l’assenza di Soldati, che ha terminato in anticipo la sua stagione dopo l’infortunio al ginocchio.
Solidità
Il tutto tenendo a riposo il capocannoniere Bolzan (8 gol e 3 assist) e, in parte, capitan Vinciguerra (7 gol e 2 assist), entrato nell’ultima mezz’ora per far rifiatare Trepy. Pisacane è stato abilissimo nel leggere la gara nel modo migliore, ricevendo le risposte che sperava dai suoi ragazzi, che nell’ultimo impegno casalingo contro il Milan non erano riusciti ad andare oltre l’1-1, nonostante quasi mezz’ora passata in superiorità numerica. Di fronte alla capolista i giovani rossoblù hanno offerto la prestazione di carattere che serviva, aiutati dall’ennesima ottima gara tra i pali di Zari Iliev, sempre più leader di una squadra che mercoledì 12 marzo contro la Juventus vuole regalare una bella soddisfazione a se stessa ma soprattutto alla piazza cagliaritana, che da tempo aspetta un risultato più dolce rispetto alla semifinale Scudetto del 2021-22, in cui i rossoblù allora allenati da Alessandro Agostini pareggiarono 3-3 contro l’Inter, venendo beffati al termine dei 120 minuti giocati dalla regola sul miglior piazzamento in stagione regolare che premiò i nerazzurri di Chivu. La formula della Coppa Italia – gara secca in casa della peggio piazzata nell’ultimo campionato – potrebbe agevolare Vinciguerra e soci, che nell’ultimo precedente in stagione furono beffati solo nel finale (1-0 a Vinovo, gol di Comellas al 90’) dopo un’ottima gara. Lo spazio per regalarsi la finale contro la vincente di Lecce-Milan c’è tutto: ai ragazzi di Pisacane il compito di alimentare un sogno che porterebbe il primo, storico trofeo nella storia del Cagliari Primavera.
Francesco Aresu