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Michel Adopo of Cagliari Calcio | Foto Luigi Canu

Cagliari | Grinta, corsa e personalità: Adopo, ode alla praticità

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“Mi piace sottolineare la crescita di calciatori come Adopo, che è al suo primo campionato da titolare”. Così diceva Davide Nicola alla vigilia di Cagliari-Monza, primo snodo cruciale in chiave salvezza dell’ultimo quarto di campionato, vinto con personalità dai suoi rossoblù per 3-0. Una prestazione solida da parte di tutta la squadra, in cui hanno brillato alcuni singoli. E tra loro, senza dubbio, c’era proprio Michel Ndary Adopo.

Solidità
Contro i brianzoli l’ex Atalanta e Torino ha formato un’inedita coppia di centrocampo insieme a Prati. Se al ravennate erano demandati soprattutto compiti di costruzione, al francese di origini ivoriane è toccato garantire sostanza e atletismo, senza disdegnare però la fase offensiva. La risposta di Adopo è stata quella attesa: protagonista nelle due metà campo, il numero 8 è stato il giocatore che ha corso di più nel match (11,697 km), risultando anche il rossoblù che ha realizzato più passaggi nell’ultimo terzo di campo (10). E, se Gaetano fosse stato più preciso all’86’ davanti a Turati, adesso l’ivoriano avrebbe festeggiato il suo secondo assist in stagione dopo quello fornito a Parma a Marin. E lo avrebbe fatto grazie a uno scavetto dolcissimo e preciso a premiare l’inserimento nell’area monzese del numero 70, che però ha aperto il piattone destro addosso al portiere. Peccato, perché per Adopo sarebbe stata la ciliegina sull’ennesima prestazione “da Serie A” del suo campionato. Orfano del sodale e connazionale Makoumbou, con cui ha condiviso la linea mediana per 24 volte in stagione (di cui 16 dall’inizio), il 25enne cresciuto nell’hinterland parigino ha lottato e fatto da scudiero a Prati, risultando alla fine del match anche più preciso del compagno di reparto. La percentuale di passaggi riusciti dell’ex Torino è stata più alta rispetto a quella del play dell’Italia Under 21 (78,8 per Adopo, 66,7 per Prati), a conferma di una gara attenta e con la giusta personalità. Lo stacco perentorio sul cross di Augello che ha portato all’1-0 dei rossoblù ha fatto pensare a mezza Unipol Domus che fosse lui l’autore del gol. Una mera illusione ottica, dato che il colpo di testa è stato di Viola, ma già il fatto di essere al posto giusto pronto a colpire fa ben sperare per le prossime otto gare che attendono il Cagliari, in cui Adopo proverà a trovare il suo primo gol in Serie A. Anche per sfoggiare il balletto pensato per l’esultanza e già annunciato ai microfoni di Radiolina, quando il classe 2000 è intervenuto a pochi giorni dalla gara con il Monza.

In crescita
“È la prima volta che gioco così tante partite: sto trovando continuità, sono felice. Però so bene che devo lavorare ancora di più, devo crescere tanto per portare le mie prestazioni ad un livello il più alto possibile”, ha detto Adopo a Radiolina. Schivo, timido il giusto davanti a microfoni e telecamere, in campo l’ex Torino si trasforma, diventando “un trattore” appena si aprono spazi davanti a lui. Non è un caso se Nicola ci abbia rinunciato poche volte, di cui una per cause di forza maggiore visto il turno di squalifica per via dell’espulsione rimediata a Roma contro la Lazio lo scorso novembre. E dire che l’inizio di avventura in rossoblù non era stato dei più felici, per via di una serie di piccoli acciacchi fisici – tra cui delle fastidiosissime vesciche – lasciati in eredità dalla stagione 2023-24, vissuta con la maglia dell’Atalanta. In cui lo spazio per lui è stato ben poco – 10 presenze e soli 102 minuti giocati in Serie A – ma, nonostante fosse finito nel mirino di Nereo Bonato già dal gennaio 2024, Gian Piero Gasperini pose il veto sulla sua partenza in direzione Cagliari. Veto tolto qualche mese più tardi, quando Adopo passò in rossoblù con la formula del prestito con diritto di riscatto fissato a 4 milioni. Cifra onesta e, soprattutto, alla portata del club presieduto da Tommaso Giulini che a giugno prossimo dovrebbe procedere con l’acquisto definitivo. Sarebbe la logica risposta a una stagione positiva, frutto di un rendimento costante grazie anche alla fiducia datagli da Nicola che, una volta recuperata la migliore condizione, lo ha promosso quasi a intoccabile nel suo Cagliari. “Conoscevo già il mister dai tempi del Torino, lo ringrazio per la fiducia che mi sta dando. Mi sprona a dare sempre il massimo”, ha detto il franco-ivoriano che in rossoblù ha fatto vedere di poter essere un titolare nel calcio italiano, con ancora grandi margini di crescita. Domenica 6 aprile il Cagliari farà visita all’Empoli per una gara dalla grande importanza in chiave salvezza. Dare continuità ai tre punti messi in tasca contro il Monza deve essere l’obiettivo per un gruppo chiamato a vendicare la pessima prestazione del match d’andata contro i toscani, senza dubbio il punto più basso della gestione Nicola. Quel 20 settembre 2024 Michel Adopo restò in panchina per tutti i 90 minuti a guardare i compagni andare in crisi, soccombere senza riuscire ad accendere la fiammella e, soprattutto, prendersi i fischi della curva a fine partita. Per il numero 8 rossoblù e per i suoi compagni l’imperativo è di fare bene al Castellani per cancellare quebrutto ricordo e scrivere una nuova pagina di storia in una stagione che, fin qui, ha visto il Cagliari da una parte incapace anche nel 2025 di dare continuità ai risultati positivi, ma dall’altra cinico e concreto negli scontri diretti. Quale migliore occasione, allora, per Adopo di festeggiare con il famoso balletto il primo gol in Serie A?

Francesco Aresu

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