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Cagliari | Augello e una stagione da incorniciare, ma il futuro resta ancora incerto

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È appena scoccato il novantesimo della gara tra Cagliari e Monza, il punteggio è di 2-0 e poco dopo arriverà il terzo gol siglato da Zito Luvumbo che chiuderà definitivamente la partita. Davide Nicola decide per un ultimo cambio, qualche minuto per ritrovare il campo per Gabriele Zappa che prende il posto di Tommaso Augello, non solo un compagno sul prato verde, ma un vero e proprio amico anche nella via privata. Il pubblico della Unipol Domus riserva un lungo applauso al terzino ex Sampdoria, protagonista ancora una volta di una prestazione ben oltre la sufficienza e, soprattutto, decisivo nell’azione che aveva sbloccato una gara fino a quel momento complicata con un cross perfetto per la testa di Nicolas Viola. Un attestato di stima dell’ambiente per un calciatore che in Sardegna sembra aver trovato la propria dimensione e il cui futuro, al momento, resta in bilico.

Ping pong
Proprio l’amico Zappa è stato il primo a rinnovare il contratto in scadenza il prossimo giugno, con Alessandro Deiola pronto a seguire a ruota. Questione di mercato e di carta d’identità per l’esterno destro di Monza, di appartenenza e crescita nel vivaio rossoblù per il centrocampista sangavinese. Tra chi invece ancora deve capire se il futuro sarà ancora con la maglia del Cagliari o altrove, oltre a Nicolas Viola e Yerry Mina – con Jakub Jankto e José Luis Palomino invece destinati all’addio a fine stagione – c’è soprattutto Augello. Il biennale sottoscritto nell’estate del 2023 è ormai prossimo alla scadenza, le discussioni sul possibile rinnovo praticamente mai partite, nonostante le parole proprio del mancino ex Sampdoria rilasciate a inizio febbraio alla Gazzetta dello Sport: “Sono pronto a rinnovare”. Un desiderio che, però, al momento si è scontrato con l’attenzione massima da dedicare al raggiungimento dell’obiettivo salvezza e anche con una trattativa non semplice. Perché se da una parte Augello punta a legarsi ancora al Cagliari, dall’altra il club vorrebbe proseguire con la filosofia di un monte ingaggi da tenere sotto controllo. Tradotto sì al rinnovo, anche a lungo raggio (triennale), ma a cifre inferiori rispetto a quanto previsto dall’accordo in essere da 500mila euro netti a stagione o, comunque, senza un adeguamento al rialzo. Una strategia assolutamente legittima, a maggior ragione guardando all’età di Augello che il prossimo 30 agosto compirà 31 anni, ma che da un altro punto di vista può altrettanto legittimamente essere considerata difficile da capire. Soprattutto con club sia italiani che esteri che non sono rimasti inermi in questi mesi, tutt’altro, e che avrebbero puntato gli occhi sul mancino milanese grazie all’occasione di poter portare a sé un terzino sinistro – merce rara – a costo zero di cartellino e dall’ingaggio relativamente contenuto. Una palla che dunque passa dal campo del Cagliari a quello di Augello come in una partita di ping pong, con il club che fa leva sull’appartenenza acquisita da parte del terzino e quest’ultimo che non può che valutare anche offerte sicuramente più allettanti dal punto di vista economico. Come, ad esempio, il tentativo del Lecce a gennaio, quando i salentini hanno provato a portarlo in giallorosso dovendosi però scontrare con tempi tecnici difficili da superare – ultimi giorni di mercato e sostituto da trovare per il Cagliari – e, ancora di più, con la volontà del calciatore di non lasciare a metà il lavoro cominciato sotto Nicola in direzione salvezza. Sullo sfondo un futuro che per i rossoblù significa linea verde, perché Adam Obert spinge per diventare titolare del Cagliari che verrà dopo aver assaggiato l’essere padrone della fascia sinistra in alcuni periodi di questo campionato. E perché farà ritorno dal prestito a Modena Riyad Idrissi, mancino classe 2005 di Sadali sul quale la società di Sa Ruina punta fortemente per il futuro. Detto che tutto dipenderà dal raggiungimento dell’obiettivo finale, ossia la permanenza in Serie A, davvero il Cagliari può permettersi di vedersi sfilare dalle mani un terzino come Augello per puntare tutte le fiches su una coppia giovane, per quanto nel caso di Obert con abbastanza esperienza anche internazionale?

Numeri
Una domanda per la quale chi scrive ha una risposta abbastanza netta: no. Lo dice il campo, giudice supremo di ogni valutazione che prescinda da soggettività e gusto. Augello ha dimostrato nelle quasi due stagioni in rossoblù di non essere un semplice pretoriano di Claudio Ranieri, voluto con forza dall’ex allenatore del Cagliari per aiutare la transizione dalla cadetteria alla Serie A la scorsa stagione. Prestazioni lineari, affidabilità tecnica, tattica e fisica, mai una parola fuori posto e quel suo essere “pessottiano” – ossia una garanzia di sufficienza inteso come voti – che non può che essere utile in un campionato lungo e difficile come quello italiano. Con prestazioni cresciute mano a mano che sono passati i mesi, scacciando completamente i possibili dubbi tipici dell’essere un calciatore voluto da un tecnico. Quanti ne sono passati non solo in Sardegna, ma un po’ ovunque, di giocatori arrivati a vestire una maglia per precisa richiesta dell’allenatore di turno e poi, salutato quest’ultimo, mai più sugli stessi livelli senza il proprio “guru” da seguire? Un discorso che non è valso per Augello, addirittura migliorato con Nicola in panchina. I numeri parlano chiaro: trenta presenze su trenta, sesto per minutaggio della rosa rossoblù nonostante a gennaio Obert sembrava ormai averlo scalzato dal ruolo di terzino titolare, una costanza di prestazioni sotto gli occhi di tutti. Chi parla di “sogno Nazionale” probabilmente esagera, età, percorso e anche semplici qualità non sono da azzurrabile, ma comunque il suo mancino è sicuramente più che utile – per non dire un lusso – per una squadra che lotta per la salvezza e, se si vuole, anche per tutta la colonna destra della classifica. Non si raccolgono 189 presenze in Serie A per caso (66 quelle in rossoblù), non si collezionano cinque assist in questo campionato per coincidenza data dalla fortuna. Davanti a lui soltanto quattro esterni mancini hanno messo a tabellino più passaggi che hanno portato a un gol e i nomi non sono di calciatori estemporanei né tantomeno di bassa classifica: dopo Nuno Tavares della Lazio con 8, Federico Dimarco dell’Inter con 7 e Juan Miranda del Bologna con 6 c’è proprio lui, Augello con i suoi 5 assist, l’ultimo quello proprio contro il Monza nella vittoria per 3-0 del Cagliari nello scorso turno di campionato. E senza compagni preferiti: uno per Zappa nel 3-3 contro il Milan, uno per Pavoletti nella sconfitta di Venezia, uno per Zortea nel 4-1 contro il Lecce, uno per Piccoli a Bologna e, infine, quello per Viola contro i brianzoli di Alessandro Nesta. E guardando ai dati generali, i cinque assist di Augello lo pongo all’undicesimo posto in tutta la Serie A, stessa posizione di Ademola Lookman e Nico Paz, per citare i più eclatanti. Gli esterni mancini che possono fare sia il terzino che il quinto senza perdere in qualità sono merce rara, rarissima. Con esperienza e numeri come quelli di Augello anche di più. Se poi si aggiunge il desiderio di restare in Sardegna, il quadro è completo. Prima la salvezza, poi il rinnovo, questa dovrebbe essere la strada. Perché ogni regola, anche quella di un monte ingaggi da tenere sotto controllo, può avere un’eccezione. Soprattutto se quell’eccezione ha dimostrato sia in campo che fuori di meritarselo.

Matteo Zizola

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